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Chiavola e D’Asta: “Le dimissioni farlocche di Iacono dimostrano tutto il suo amore per la città”

Chiavola e D’Asta: “Le dimissioni farlocche di Iacono dimostrano tutto il suo amore per la città”
febbraio 24
11:40 2016

“Dimissioni sì, no, forse? E’ questo il grande atto d’amore che il presidente del Consiglio comunale, Gianni Iacono, di cui rispettiamo in maniera profonda il ruolo istituzionale, non altrettanto quello politico, ha voluto donare alla città a cui dice di tenere tanto?”. E’ quanto affermano i consiglieri comunali del Partito Democratico Mario Chiavola e Mario D’Asta che prendono le distanze dall’atteggiamento tenuto da Iacono con l’annuncio delle dimissioni, venerdì scorso, e il conseguenziale, a quanto pare, congelamento delle stesse maturato nella giornata di ieri. “Nella situazione in cui il Consiglio comunale si trova da qualche mese a questa parte – affermano Chiavola e D’Asta – con la maggioranza grillina che continua a fare melina, impedendo il regolare svolgimento dei lavori, tanto è vero che la volta scorsa siamo stati costretti a ringraziarli pubblicamente perché si erano presentati in numero sufficiente per permetterci di espletare gli adempimenti della seduta, il presidente Iacono, piuttosto che rendere tutto più lineare, ci mette del suo. E quindi convoca una conferenza stampa, pomposamente annuncia che lascerà il ruolo perché non è ammissibile il contenuto dell’emendamento Dipasquale sulle royalties, salvo poi ripensarci 48 ore dopo anche se non capiamo che cosa possa essere accaduto, o meglio non vogliamo capire, visto che il presidente ha fatto marcia indietro rispetto alle iniziali previsioni. Insomma, è chiaro che le dimissioni si danno, non si annunciano. E in questo caso la schizofrenia politica del presidente Iacono ha superato qualsiasi immaginazione. Ma cosa sta facendo l’attuale presidente del civico consesso? Perché, al di là delle affermazioni fatte dal capogruppo dei pentastellati (e poi non si capisce perché sia intervenuta Nella Disca a “difendere” le posizioni del presidente del Consiglio, spiegando, anzi, di averlo convinto), non ha sentito la necessità di chiarire le motivazioni della sua marcia indietro? I ragusani hanno compreso tutto. Altro che difesa a spada tratta degli interessi della città. Qualcosa non ha funzionato nel marchingegno politico che Iacono aveva architettato. Oppure le risposte sono arrivate prima di quanto si sperasse. Per cui, è come se avessimo scherzato. E’ questo il rispetto per gli elettori che nutre chi amministra questa città? Siamo davvero alla frutta”.

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