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C’è una morale anche nelle Royalties

C’è una morale anche nelle Royalties
Febbraio 13
21:07 2016

Una mossa che forse l’amministrazione comunale di Ragusa non si aspettava anche se da tempo ci si lamenta della questione royalties. In molti infatti hanno criticato l’uso di questi fondi finalizzati alle spese correnti. E coì Nello Dipasquale si è impegnato a dare un senso a questi aiuti economici per il comune provenienti dalle estrazioni petrolifere spesso contestate proprio dal M5S.

Dai proventi delle ricerche petrolifere, le cosiddette royalties, saranno finanziati interventi di recupero dei centri storici dei Comuni siciliani, con particolare riferimento a quelli dell’Unesco. E’ quanto prevede l’emendamento, primo firmatario l’on. Nello Dipasquale, che è passato in commissione Bilancio all’Ars durante la discussione della Finanziaria Regionale. Quella che diventerà a tutti gli effetti una nuova norma, prevede pertanto la possibilità di finalizzare le royalties per interventi di riqualificazione dei centri storici ma anche per avviare una politica di riduzione della pressione fiscale e per i servizi sociali in favore dei disabili. Sono le principali linee direttive dell’emendamento che rivoluziona l’utilizzo delle royalties, non più fondi destinati a finire nei meandri oscuri dei bilanci comunali ma finalmente utilizzati concretamente in favore della collettività e dei cittadini. In particolare le royalties dovranno essere utilizzati per gli interventi di riqualificazione dei centri storici, per la riduzione della pressione fiscale, per la tutela e la manutenzione dei siti Unesco, per i servizi socio-assistenziali in favore dei diversamente abili, per l’incremento industriale e gli interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche petrolifere. L’aspetto importante è che per la prima volta le royalties andranno in quota percentuale anche ai Comuni limitrofi rispetto a quello in cui si svolge l’attività estrattiva. “Crediamo infatti che la crescita di una realtà deve essere collettiva il più possibile – spiega l’on. Nello Dipasquale – per tale ragione l’emendamento permette di ridistribuire parte delle royalties anche ai Comuni del libero consorzio di riferimento. Accadrà laddove le royalties supereranno i 15 milioni di euro e dunque si lavorerà attraverso un’azione condivisa di crescita a sostegno dei territori della ex provincia di Ragusa. In questo modo anche i Comuni del comprensorio avranno delle ricadute positive”. L’emendamento istituzionalizza l’utilizzo delle royalties anche per un altro importantissimo aspetto, ovvero il rifinanziamento della legge speciale su Ibla a cui andranno ogni anno 5 milioni di euro. “Sapevamo che il rifinanziamento della legge su Ibla, lo avevamo capito già l’anno scorso, era una possibilità remota rispetto alle ristrettezze economiche della Regione ed allora abbiamo pensato a blindarla attraverso questo emendamento che la rifinanzia con i proventi delle royalties – spiega ancora Dipasquale – La città di Ragusa, quando io ero sindaco, aveva un introito derivante dalle perforazioni petrolifere di appena tre milioni di euro l’anno. Oggi quell’introito che entra nelle casse del Comune, grazie all’impegno del sottoscritto, prima da sindaco che ha autorizzato le perforazioni a terra, poi da parlamentare, insieme ad altri colleghi, permette di far giungere alla collettività ragusana circa 30 milioni di euro. L’emendamento coniuga la necessità di dare copertura e rifinanziare la legge speciale su Ibla e di operare per la tutela del patrimonio artistico ma altresì di garantire benefici a sostegno dei cittadini, delle fasce più deboli e meritorie di attenzione. Inoltre, il risultato finale, è che anche i Comuni iblei che non hanno una legge speciale come quella di Ibla, d’ora in poi potranno contare sulla distribuzione percentuale delle royalties”. L’emendamento prevede infatti la distribuzione del 70 % delle royalties al Comune in cui avviene l’estrazione petrolifera, come nel caso del Comune di Ragusa, e il 30% sarà distribuito al resto dei Comuni del libero consorzio.

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