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La restauratrice Tiziana Iozzia associata alla Cna di Ragusa racconta come ha tutelato e ha ripreso ventisette abiti e tre mantelle: “E’ stata una bella sfida”

La restauratrice Tiziana Iozzia associata alla Cna di Ragusa racconta come ha tutelato e ha ripreso ventisette abiti e tre mantelle: “E’ stata una bella sfida”
gennaio 11
12:18 2016

C’è l’anima, la maestria, l’abilità e l’esperienza di un artigiano della Cna di Ragusa dietro la mostra “Ottocento. Moda: estetica, vanità e mutamento” promossa dal Comune e tuttora in fase di svolgimento al castello di Donnafugata. E’ la restauratrice Tiziana Iozzia ad illustrare nello specifico come è intervenuta per tutelare e riprendere 16 abiti femminili, 11 maschili e tre mantelle. “Da una prima osservazione – dice Iozzia – tutti i 27 abiti e le 3 mantelle della pregiata collezione Arezzo di Trifiletti sottoposti alla mia attenzione si sono presentati ricoperti da depositi di sporco, sicuramente causati dalla mancanza di operazioni di manutenzione che avrebbero impedito allo sporco di annidarsi e di accumularsi sulla superficie dei vari tessuti. Dopo aver preso visione dei manufatti e del loro stato di conservazione, sono stati individuati, come minimi interventi necessari di manutenzione ai fini espositivi, le operazioni di spolveratura (micro o macro aspirazione) e vaporizzazione per una “messa in forma” generale di tutti gli abiti, nonché il lavaggio e l’asciugatura sorvegliata per alcuni di essi ed il restauro in senso stretto per gli abiti di punta come quelli di Vincenzo Bellini e quello che ispirò il Gattopardo”. In questo senso, ad esempio, si è proceduto con l’integrazione di lacune, il consolidamento dei tagli, la sistemazione dei filati e altri interventi del genere. “Dopo avere preso atto, altresì – sottolinea Iozzia – della disponibilità del Comune di Ragusa di una somma di denaro insufficiente a coprire l’intero intervento di restauro degli abiti, è stato concordato di destinare l’importo a disposizione per la manutenzione di 25 abiti e 3 mantelle, con lavori che hanno incluso le operazioni di spolveratura (micro o macro aspirazione) e la vaporizzazione per una “messa in forma” generale degli abiti, nonché il lavaggio e l’asciugatura sorvegliata per alcuni di essi. Aggiungo, inoltre, che, affascinata dal matrimonio culturale tra il castello di Donnafugata e la collezione Arezzo di Trifiletti, ho deciso di offrire per intero il restauro più accurato dei due abiti di punta, includendo, oltre alle necessarie operazioni di pulitura, lavaggio e messa in forma come per tutti gli altri abiti, tutte le necessarie operazioni di consolidamento dei tessuti”. A sottolineare la piena riuscita degli interventi, le numerose presenze che la mostra, finora, ha fatto registrare. “Ancora una volta la Cna di Ragusa – dice la responsabile provinciale dell’Unione Artistico e tradizionale, Antonella Caldarera – ha fornito in maniera convinta il proprio contributo con la consapevolezza che un patrimonio del genere può garantire ulteriore attenzione ai fini turistici verso il nostro territorio. Ci preme sottolineare la cura e la maestria adottata dalla restauratrice nostra associata, Tiziana Iozzia, che ha dimostrato come dalle abili e dalle sapienti mani degli artigiani di casa nostra si possa riuscire a preservare quel patrimonio che ha rappresentato, e continua ancora a rappresentare, il filo di collegamento tra il passato e il presente per proiettarci verso un futuro sempre più ancorato alle tradizioni”.

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