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Terza seduta della Commissione Trasparenza sul “Caso Campo”, un buco nell’acqua?

Terza seduta della Commissione Trasparenza sul “Caso Campo”, un buco nell’acqua?
Dicembre 04
20:472015

Stamane si è riunita, per la terza volta, la Commissione Trasparenza sul cosiddetto “Caso Campo”. Dopo le prime due sedute, sostanzialmente inutili, l’una perché del tutto preliminare e la seconda perché incentrata sulle interviste ai funzionari e ai dirigenti del Comune coinvolti in questa vicenda, la terza seduta, per fortuna, ha dato qualche spunto di riflessione, grazie ai soggetti coinvolti: il legale rappresentate della cooperativa Agos, il sig. La Mesa, cooperativa che ha gestito il servizio di lettura dei contatori sino al 2014, e i tre letturisti: Miciluzzo, Iacono e Sottile. Sottile è il marito della Campo, l’unico ad aver ottenuto il posto.

Dopo circa 15 ore, tanto sono durate in totale le tre sedute, oggi è apparso a tutti evidente come la Commissione Trasparenza non riuscirà a fare alcuna chiarezza sulla vicenda. Di contro, però, i lavori di oggi, e lo fa notare il consigliere Maurizio Tumino (F.I.), hanno fatto emergere una grave deficienza degli uffici comunali, i quali non hanno chiesto alla Pegaso il motivo per cui Miciluzzo e Iacono non sono stati considerati armonizzabili con il servizio. La ditta, infatti, può, in base alla nuova normativa, decidere di non rinnovare il contratto ad uno o più operai, per un motivo o per un altro, ma questo lo deve motivare, cosa che la Pegaso non ha fatto e con il benestare del Comune. La Commissione Trasparenza ha un solo compito: verificare la correttezza dei degli atti amministrativi, non è una Commissione d’indagine, in effetti ha scovato una prima anomalia. Ma torniamo ai lavori della stessa.

la commissione

Quattro persone sentite oggi, quattro versioni diverse. Il rappresentante della Agos ha dichiarato di aver subito pressioni dai dipendenti e dal Comune. I dipendenti hanno spadroneggiato nella sua azienda, sino al punto di pretendere un compenso di 850 euro al mese, senza riuscire, però, a giustificare una tale richiesta. Da parte loro, i dipendenti, hanno spiegato che le loro richieste sono in linea con il contratto nazionale di riferimento, quello di Luce. Ma se è così, dove sta il problema? Non si capisce e la Commissione non fa chiarezza.

La versione dei tre dipendenti, quindi, è unanime e lineare sino a quando, però, si è parlato del loro rapporto con la Agos. Le versioni, invece, si ingarbugliano e si contraddicono non appena si arriva ai fatti odierni ossia quelli che riguardano la cooperativa Pegaso (aggiudicataria del servizio nel 2015). Sottile, dice che La Ferla (Pegaso) gli ha fatto un’unica proposta, prendere o lasciare, 500 euro al mese per due mesi. Miciluzzo e Iacono, invece, non hanno ricevuto nessuna proposta, anzi raccontano che, prima della celebrazione della gara, erano stati sentiti, in via ufficiosa, da qualcuno della cooperativa per sapere quali erano le loro richieste economiche. A servizio affidato, sempre quel qualcuno, gli aveva comunicato che erano solo un peso e quindi non sarebbero stati assunti. Perché? Forse lo si scoprirà nelle prossime sedute, quando ad essere intervistato sarà La Ferla (Pegaso). Nel frattempo tra gli operai non corre più buon sangue, i due si sentono ingiustamente discriminati in favore del Sottile.

i letturisti

Quindi tutti contro tutti. Gli operai contro gli operai, gli operai contro la cooperativa Agos e la cooperativa Pegaso. La Mesa (coop. Agos) contro gli operai e contro il Comune, che ha permesso agli stessi di spadroneggiare, di dettar legge, costringendolo ad accettare le loro richieste (850 euro al mese), sotto la minaccia delle penali. La Mesa tardava ad avviare il servizio, perché giudicava spropositate e prive di fondamento le richieste economiche degli operai. A proposito degli 850 euro. Perché La Mesa ha versato nei c/c dei letturisti 850 euro, mentre le buste paga erano di poco più di 600 euro? Perché questa discrepanza? Si può parlare di lavoro in nero? Si può parlare di evasione fiscale? Ma ancora, La Mesa si lamenta anche di un altro fatto: il Comune non gli ha ancora dato quanto gli deve ossia la gara non godeva di copertura finanziaria? Tutte domande senza risposte.

Oggi, in cinque ore, si è parlato di tutto e di niente. Addirittura ci si è impantananti, un’oretta buona, su tutta una serie di incontri che sono avvenuti in Comune, tra La Mesa, i funzionari dell’Ente e i dipendenti, su chi aveva chiamato chi e sul perché erano stati invitati gli operai, sul perché ad invitarli era stato il dirigente tal dei tali piuttosto che un altro. Il senso di tutto ciò? Non è chiaro, a tal punto che il consigliere Dipasquale (M5S) ha dichiarato: “Ma tutto questo con Stefania Campo, che c’entra?” Vero.

La Commissione molto probabilmente non farà piena luce sul Caso Campo, la quale, lo hanno detto tutti gli intervistati, non ha mai aperto bocca in favore del marito, quindi se c’è un peccato, è un peccato veniale, come dire, ha peccato di ingenuità, è stato un errore di gioventù. Lei non doveva accompagnare il marito a quegli incontri, lo ha fatto? Sciocca. Se la sua presenza abbia intimidito o no il La Ferla (Pegaso), è tutto un altro paio di maniche, da dimostrare e, diremmo pure, impossibile da farlo.

Ma allora a cosa serve e a cosa servirà questa Commissione? Non certo a sancire la colpevolezza o l’innocenza della Campo. Ed allora? La Commissione, invece, sta mostrando, ancora una volta, quanto gli uffici comunali continuano ad avere difficoltà nel recepire e rispettare, in pieno, la nuova normativa in materia di contratti. Ad un certo punto le domande che, i vari componenti della Commissione, si sono posti erano tutte uguali: come mai nessuno ha chiesto alla Pegaso il perché Miciluzzo e Iacono non erano armonizzabili? Chi ha vigilato sul rispetto del capitolato? Cosa fanno i dirigenti? Appunto i dirigenti.
Ad un certo punto, l’attenzione è stata rivolta proprio all’operato dei dirigenti che non è apparso impeccabile. Quindi si è deciso di riconvocarli. La Commissione si è conclusa con la richiesta del consigliere Brugaletta (M5S), di sentire nuovamente tutti i soggetti interessati, questa volta tutti insieme, perché le versioni che hanno fornito, sono troppo discordanti.

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Rosario Distefano

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