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Riforma della sanità siciliana. Il Ministero della Salute: “Tutto da rifare”

Riforma della sanità siciliana. Il Ministero della Salute: “Tutto da rifare”
Ottobre 14
19:202015

Il Ministero della Saluta boccia, sonoramente, il piano di riordino della sanità siciliana voluto dalla Borsellino, il che vuol dire che viene cassato pure il piano dell’attuale assessore al ramo, Baldo Gucciardi, in quanto prende le mosse da quello firmato dal suo precedessore.

Il Ministero, nonostante dica che l’idea della Borsellino andava nella giusta direzione, ne boccia l’impianto generale perché troppo poco incisivo. Se è vero che la riforma affronta tutti i punti critici della sanità siciliana, tuttavia non riesce a risolverli.

Le criticità. I piccoli ospedali non vengono chiusi, la mancata riforma della rete del 118, la permanenza di pronti soccorso nei Pta ed i mancati tagli alla sanità privata, vecchio lascito delle presidenze precedenti, con l’amministrazione Cuffaro in testa. La prima e forse più tragica conseguenza, quanto meno nell’immediato, è il blocco dei concorsi previsti, si parla di circa 5000 posti di lavoro.

Per quanto riguarda la nostra provincia. La nota, a firmata dal direttore generale della programmazione sanitaria Renato Botti, riporta all’anno zero l’interminabile diatriba, che ha tenuto banco negli ultimi giorni, sulla validità del piano di riordino della sanità iblea e su quanto questo avrebbe inciso negativamente sul futuro del nuovo ospedale di Ragusa, il Giovanni Paolo II, che ha visto contrapposte le autorità della città di Ragusa, con il presidente del Consiglio Giovanni Iacono in testa, al manager Aricò e alle autorità delle città di Comiso, Vittoria, Modica, Pozzallo, Comiso e Scicli. Questa bocciatura, naturalmente, riaccende i riflettori sull’importanza e sull’utilità di chiudere nosocomi quali quello di Scicli e Comiso.
Adesso la palla passa a Palermo. L’assessore Gucciardi, infatti, può fare solo due cose: o congelare tutto in attesa di nuovi chiarimenti e direttive da Roma o ignorare la nota del dicastero della Salute, ma Gucciardi, Crocetta e l’Ars tutta, hanno veramente la forza e la voglia di andare allo scontro diretto con la Lorenzin?

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Rosario Distefano

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