Reteiblea

PERCORSI ITALIANI NELLA GRAFICA ANICONICA DEGLI ANNI SETTANTA BOILLE, CAPPELLO, DOVA, MASTROIANNI, POMODORO, TURCATO, VIRDUZZO

PERCORSI ITALIANI NELLA GRAFICA ANICONICA DEGLI ANNI SETTANTA BOILLE, CAPPELLO, DOVA, MASTROIANNI, POMODORO, TURCATO, VIRDUZZO
Ottobre 02
14:292015

In occasione del ventennale dalla morte di Giulio Turcato (1912–1995) e della recente scomparsa di Luigi Boille (1929-2015), la Galleria Sudestasi Contemporanea inaugura sabato 3 ottobre alle ore 18,30 la mostra “SEGNI ASTRATTI”, omaggio alla fervida stagione dell’astrattismo italiano. Coerentemente con gli interessi specifici della galleria, la mostra propone una selezione di 12 opere grafiche che illustrano, senza ambizioni di completezza o di sistematicità, altrettanti esempi della peculiare produzione artistica espressa negli anni Settanta dalla grafica italiana nell’ambito dei differenti linguaggi aniconici. Le opere, realizzate tra il 1972 e il 1980 da alcuni dei principali artisti nazionali del secondo dopoguerra, offrono un sintetico excursus sulle ricerche segniche e cromatiche portate avanti in quegli anni nel campo della stampa d’arte, mettendo a confronto linguaggi in taluni casi divergenti ma tutti caratterizzati dalla comune concezione dell’opera come entità autonoma e autosignificante, fondata esclusivamente sulle qualità percettive di forma, colore e spazio.
Il percorso espositivo si apre con gli studi sulla trasparenza e la plasticità del colore di Nino Virduzzo, di cui sono in mostra quattro litografie (Lito 48 e 51 1972; Lito 70, 1974; Lito 74, 1975). Alle sperimentazioni dell’artista italo-americano seguono, sempre in chiave “lirica”, le suggestioni surreali di Dova (Senza titolo, anni 70′), il vorticismo segnico di Boille (Senza titolo, 1976) e le indagini su forma e colore di Giulio Turcato, presente con tre acquetinte tratte dalla cartella “Trittico” (Asimmetrico rosso, Asimmetrico rosa, Asimmetrico blu, 1977). Si conclude infine con un interessante confronto fra la visione geometrico-spaziale degli scultori Carmelo Cappello (Senza titolo, 1975), Umberto Mastroianni (Arpa, 1976) e Giò Pomodoro (Tavola n. 4 da “Per il fauto magico di W. A. Mozart”).
Nella sua varietà di forme, stili e linguaggi espressivi, la mostra vuole evocare lo straordinario fermento creativo che caratterizzava allora la grafica, riflesso di una vera e propria battaglia sociale volta alla produzione di un’arte “alla portata di tutti” (Ballo 1972).

locandina

About Author

Redazione

Redazione

Related Articles