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Piccitto: “Il dissesto era dietro l’angolo, ma la gestione oculata degli ultimi due anni ci ha salvato”

Piccitto: “Il dissesto era dietro l’angolo, ma la gestione oculata degli ultimi due anni ci ha salvato”
Settembre 22
19:17 2015

In conferenza stampa l’Amministrazione Piccitto ha presentato il bilancio di previsione 2015. “Il dissesto era dietro l’angolo – ha dichiarato il sindaco Piccitto ad inizio conferenza – così come dimostrano le innumerevoli difficoltà che i vari Enti locali sono stati costretti ad affrontare per poter attuare questa riforma epocale. Sarebbe stato saggio, da parte del Governo centrale, spalmarla nel corso di qualche anno, invece ci hanno costretti a realizzarla in soli due anni. Ma noi siamo stati bravi”.

“Questo è stato un anno difficilissimo – prosegue l’assessore al Bilancio Stefano Martorana -. L’armonizzazione contabile, di per sé, non è un’operazione facile, in più abbiamo trovato un situazione per nulla rosea, l’ho già detto, ma vale la pena ribadirlo. Il riaccertamento dei residui è stata un’attività lunga ed estremamente dispendiosa. Per le dimensioni relativamente piccole del nostro comune, dover elaborare 100 milioni di residui passivi e 100 milioni di residui attivi è stato un lavoro enorme. La buona notizia, però, è che abbiamo superato indenni questa prova. Ciò è stato possibile anche grazie al lavoro certosino e meticoloso che abbiamo svolto negli ultimi due anni. Il bilancio che abbiamo licenziato, e che il Consiglio dovrà approvare, è di 199.844 milioni di euro”.

Di questi quasi 200 milioni di euro, 49 milioni 499 mila sono le entrate provenienti dai tributi, il resto è imputabile alle royalties, al servizio idrico e alla Tasi, che, come spiega l’assessore, “non potevamo non mettere”. “A dicembre – prosegue Martorana – saremo costretti a pagare 4 milioni e 900 mila euro di crediti inesigibili. Questa è una spesa reale – spiega – nata da una certa prassi in voga negli anni passati ossia quella di appostare in bilancio, crediti superiori alle somme realmente esigibili. Questo se, da un lato, dava il pareggio di bilancio (fittizio), dall’altro lato creava ed incrementava un buco, che oggi dobbiamo estinguere”. A questa somma bisognerà aggiungere lo storno di solidarietà comunale che quest’anno ammonta (minori trasferimenti statali) a 3 milioni e 400 mila euro. “Ecco perché – specifica Martorana – questo è stato un anno difficile da gestire”.

Il Comune, inoltre, sarà costretto, nei prossimi mesi, ad accendere un mutuo per poter risarcire un proprietario, i cui terreni furono espropriati nel 1994, per un ammontare complessivo di 8 milioni di euro.

Da quest’anno sarà realtà il progetto, nato nel 2010, dell’anagrafica immobiliare e tributaria. “Uno strumento grazie al quale – spiega Martorana – potremo contrastare l’evasione e l’elusione fiscale”, è di 3 milioni e 350 mila euro la somma stimata dagli Uffici comunali che deriveranno dalla lotta all’evasione fiscale.

“Sono molto soddisfatto – conclude Martorana – per altre tante novità. Siamo riusciti a reperire altri 200 mila euro da affidare allo Sviluppo economico, tenendo in debito conto settori quali la zootecnia e l’agricoltura. E’ di un milione e 600 mila euro il capitolo destinato alla manutenzione stradale, intervento fondamentale e lungamente atteso. Infine, sono ben 11 milioni e 101 mila le risorse stanziate per la cosiddetta rivoluzione dei rifiuti, che ormai è in dirittura d’arrivo. La rinegoziazione dei mutui, che ammontavano complessivamente a 300 mila euro, ha permesso di destinare 99 mila euro per l’efficientamento energetico”.

Con questo bilancio si è prestata una certa attenzione ai centri di San Giacomo e Marina di Ragusa, istituendo due capitoli ad hoc, per il reperimento immediato di piccole somme per l’ordinaria manutenzione delle stesse, superando in tal modo un annoso problema di questo Comune.

Prima di chiudere il suo intervento, Martorana, risponde alla accusa rivoltagli, qualche giorno prima, dal consigliere Morando sulla copertura dei servizi: “La media percentuale a carico dei cittadini è del 37%, il che vuol dire che il 63% è a carico del Comune, addirittura la piscina costa al cittadino solo il 22,9% del costo totale del servizio”.

La situazione economica per gli Enti locali non è di certo facile e non perché lo dicono i nostri amministratori, certo è che se lo sforzo chiestoci in termini economici permetterà a Ragusa: di evitare il default da più parti paventato, di garantire i servizi essenziali e di realizzare anche solo un pezzettino di quella rivoluzione modernizzatrice, tanto decantata e promessaci, forse potremmo e dovremmo accettare, anche se a denti stretti, questa stretta fiscale.

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Rosario Distefano

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