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Della sanità e di altre cose politiche. Lo Destro: “Piccitto non sa cosa dire sulla sanità e chiede il rinvio”, ma Piccitto era solo il portavoce della Conferenza dei sindaci

Della sanità e di altre cose politiche. Lo Destro: “Piccitto non sa cosa dire sulla sanità e chiede il rinvio”, ma Piccitto era solo il portavoce della Conferenza dei sindaci
Settembre 16
14:262015

Ieri mattina si è svolta l’ennesima conferenza stampa delle opposizioni contro l’Amministrazione grillina. Una conferenza di cui, sinceramente, non se ne sentiva il bisogno, nonostante, sino alla sera prima, i vari esponenti della minoranza (esclusi quelli del Pd) millantassero novità, scoop e bombe sconcertanti, che avrebbero messo, ancora una volta, a rischio la sindacatura Piccitto.
L’estate è stata lunga e afosa, le vacanze sono un lontano ricordo ed adesso è tempo di lavorare. Il problema è il ritmo, ossia ritrovarlo, recuperare la verve pre-estiva, riallacciare rapporti e riprendere da lì, dove ci eravamo lasciati. Qualunque strategia serva allo scopo è bene accetta, le opposizioni hanno deciso di fare un riassuntino di tutte le conferenze stampa precedenti. Ed ecco le tasse che aumentano vertiginosamente, la Tasi, prima cancellata ed adesso re-inserita, le royalties, il degrado, il cerchio magico, gli spettacoli e gli spettacolini dell’assessore Campo.
Una noia mortale? No, questo riepilogo minuzioso è stato utile anche agli operatori dell’informazione, che così hanno potuto ripassare la lezioncina. Due novità in effetti ci sono state, l’una a firma Lo Destro, l’altra a firma Tumino.

Il consigliere Lo Destro ripropone giustamente le sue preoccupazioni per il piano di riordino della sanità iblea, secondo il quale l’ospedale di Ragusa perderebbe, in favore di altri nosocomi della provincia, reparti di capitale importanza, come oncologia e l’otorinolaringoiatria. Lo Destro provocatoriamente ricorda come si vocifera, ormai da tempo, della chiusura degli ospedali di Comiso e di Scicli, ospedali che non chiudono però. Perché blindati? Forse, ma non gli interessa ciò. Non si capacita, invece, del come adesso è a rischio quello di Ragusa, la colpa? Di Piccitto che addirittura “chiede di aggiornare la seduta, perché non sa cosa dire”. Secondo Lo Destro il nostro sindaco piuttosto che difendere la nostra struttura, interrompe la riunione. Non sa cosa dire povero sindaco, prende tempo, chiede di rinviare la riunione e corre a casa a leggere le carte e a chiarirsi le idee. Peccato che Lo Destro non sa o fa finta di non sapere, che Piccitto era semplicemente il portavoce della conferenza dei sindaci, in fondo ne è il presidente, ma forse Lo Destro non sa neanche questo. “Nessuna chiusura – dichiara Piccitto – da parte dell’Asp, che anzi si è detta disponibile a rivedere il piano alla luce delle osservazioni che giungeranno dai vari Comuni”, che dovranno studiare il piano, riunirsi il prossimo 18 settembre, e poi presentare le loro istanze ad Aricò 5 giorni dopo (il 23 settembre). Osservazioni, vero. Come si possono fare delle osservazioni se non si studia seriamente la riforma? Quali decisioni si possono prendere su due piedi, su una questione così delicata come il riordino della sanità? “Lo Destro stia tranquillo – conclude Piccitto – che qui nessuno sta dormendo né tanto meno si sta sottovalutando la situazione”.

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Tumino, invece, se la prende con l’assessore Zanotto, reo di aver svelato notizie sulla prossima gara d’appalto sui rifiuti “ad una parte della città”. Insomma l’assessore all’Ambiente, col suo incauto comportamento, avrebbe commesso turbativa d’asta. Grave, gravissimo il comportamento di Zanotto, se non fosse che al consigliere Tumino sfugge, da un lato, il senso del sit-in dei sindacati di base svoltosi due giorni fa davanti al Comune e, dall’altro lato, sfuggono le dichiarazioni dell’assessore. Peccato, tutto potevamo aspettarci da un politico attento come Tumino, ma non uno scivolone come questo. I sindacalisti, che temono per il loro posto di lavoro, a causa della cancellazione dell’art. 18 voluto dal job acts, chiedono una cosa molto semplice all’assessore: mettere una postilla nel nuovo capitolato d’appalto, grazie alla quale si garantiscono i diritti acquisiti. In altri termini, i contratti degli operatori ecologici scadranno con la nuova gara d’appalto. La ditta che la vincerà li riassumerà (così come stabilisce la legge) nel proprio organico. Bene a questo punto, gli operatori ecologici saranno considerati dalla legge dei neo-assunti e perciò passibili di licenziamento senza giusta causa (art. 18) o in questa trasmigrazione verranno mantenuti e tutelati i diritti acquisiti? L’assessore Zanotto, che sprovveduto proprio non è, ha detto una cosa molto chiara, che è sfuggita ai manifestanti ed è sfuggita pure all’attentissimo Tumino, “non posso dirvi nulla, non occorre sottoscrivere postille, non parlo del capitolato d’appalto, ma vi dico un’altra cosa: io – e lo dichiara più volte l’assessore – non sono contro l’art. 18”. Tutto chiaro? No, per Tumino si paventa il rischio di turbativa d’asta e Zanotto è un pericolo per la città e per i tanti lavoratori che da lui dipendono.

Buona la prima, verrebbe da dire. Siamo appena rientrati dalle vacanze, il livello d’attenzione non può essere sin da subito al massimo e qualche inesattezza ci può pure stare. Adesso aspettiamo la seconda conferenza congiunta delle opposizioni, magari con qualche novità più succosa.

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Rosario Distefano

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