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Impresa Busso. Scontro tra i sindacati di base e la Cgil, Cisl e Uil sull’art. 18

Impresa Busso. Scontro tra i sindacati di base e la Cgil, Cisl e Uil sull’art. 18
Settembre 09
14:082015

Nei giorni scorsi le rappresentanza sindacali di CGIL-CISL e UIL dell’Impresa ecologica Busso hanno diffuso un comunicato con cui cercano di cloroformizzare i lavoratori rispetto a possibili mobilitazioni a salvaguardia del posto di lavoro, presso l’eventuale nuova impresa subentrate nella gestione dei rifiuti nella città di Ragusa.
CGIL-CISL e UIL definiscono “ridicola” l’iniziativa di USB e CUB di far inserire la difesa dell’articolo 18 nel C.S.A. del nuovo servizio rifiuti. Con il tono dei sapientoni dichiarano che “nessuna azienda in futuro o quella attuale può disconoscere l’art. 18 della Legge n.300/70”.
Con questa affermazione, tuttavia, si dimostrano dei veri incompetenti; a meno che non si tratti di mala fede: in entrambi i casi nulla cambia; pur di buttare fango sui lavoratori che si sono autorganizzati nei sindacati di base sono disposti a dire fesserie su fesserie.
Se l’attuale azienda non può disconoscere l’art. 18, con il JOBS ACT le aziende future potranno farlo tranquillamente, a meno che non sia diversamente disposto nel nuovo Capitolato d’Appalto.
Non siamo certo noi a trasmettere timore ai lavoratori, ma sono queste uscite del tutto strampalate a seminare una falsa tranquillità e uno stato di incoscienza utile a CGIL-CISL-UIL per poter continuare a manipolare i loro iscritti.
SE NON RIUSCIAMO A IMPORRE L’INSERIMENTO DI UNA CLAUSOLA SOCIALE che garantisca l’applicazione dell’art. 18, i rischi, con la nuova azienda, che i lavoratori possano essere licenziati, sono purtroppo REALI.
Su questo punto siamo disposti ad un confronto pubblico con la triplice sindacale, in modo che si possa fare chiarezza davanti a tutti i lavoratori.
CGIL e CISL ci dovrebbero spiegare com’è che a Ragusa contestano l’iniziativa di USB e CUB, volta a neutralizzare gli infausti effetti del JOBS ACT sulla stabilità occupazionale dei lavoratori, mentre altrove (si veda Bologna, con l’accordo sugli appalti firmato ai primi di luglio) fanno esattamente le nostre stesse cose, cioè aggirano il JOBS ACT e mantengono l’articolo 18.
Forse i nostri sapientoni locali non sono aggiornati; speriamo lo facciano presto e che la smettano così di non perdere occasione per attaccarci.
In quanto alla parte iniziale del loro volantino, nella quale ribadiscono per l’ennesima volta la falsità secondo cui USB e CUB non hanno nessun diritto e titolo a costituire RSA e presiedere nei tavoli delle trattative, ebbene, sono bugiardi e incompetenti, perché dimostrano di non conoscere la legge 300/70 e nemmeno la Costituzione, che questi diritti riconoscono in maniera univoca.
Crediamo che i lavoratori ogni giorno che passa si rendano conto della funzione di questi sindacati e di chi pretende di dirigerli, e auspichiamo che il loro disgusto li porti ad abbandonarli per rafforzare la vera opposizione rappresentata di USB e CUB.

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