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Accolto dall’ass. Bonetta il grido d’allarme di Di Stefano per il museo di Camarina

Accolto dall’ass. Bonetta il grido d’allarme di Di Stefano per il museo di Camarina
Agosto 25
11:372015

A seguito dell’allarme lanciato dal direttore del Museo di Camarina riguardo al rischio di perdere un finanziamento di sei milioni di euro, l’assessore comunale alla Cultura ed all’istruzione, Gaetano Bonetta, ha dichiarato che “si sta consumando un misfatto morale e culturale ai danni della storia, del presente e del futuro della nostra area iblea e delle sue popolazioni”.
“Lungaggini burocratiche e amministrative, insipienza e inettitudine – ha continuato Bonetta – non consentiranno alle nostre istituzioni archeologiche di poter usufruire di sei milioni di euro, quali fondi europei stanziati a favore di Camarina e di Cava d’Ispica. Da qui a qualche mese, infatti, scadranno i tempi utili per la presentazione del piano di realizzazione che non è stato approntato dalle competenti autorità regionali e che, quindi, ci costringerà ad assistere all’ennesima volatilizzazione di una fantastica opportunità per valorizzare quelle risorse archeologiche, storiche, artistiche, ambientali e culturali che sono il nostro patrimonio più grande. E tutto ciò passa quasi sotto silenzio. Il mondo politico regionale continua a tacere. Il silenzio non è più tollerabile. Le amministrazioni comunali iblee non possono tollerare questa ennesima negligenza. Alle voci degli addetti ai lavori, quale quella tempestiva e competente del direttore del museo di Camerina, Giovanni Di Stefano, si devono aggiungere quelle delle istituzioni locali, dei Comuni, degli assessorati alla Cultura che non possono non avere sussulti di sdegno e di rabbia per un misfatto così grande! Pertanto, il comune di Vittoria rivolge un caloroso invito affinché tutte le amministrazioni iblee si facciano promotrici in maniera individuale oppure coordinata di iniziative di viva protesta e di proposte realistiche per porre i rimedi necessari e, quindi, poter recuperare i fondi che rischiano di ritornare a Bruxelles. È questo un treno che non possiamo perdere. È un appuntamento che non possiamo mancare, giacché rischiamo di far tornare indietro il pendolo della storia e di fare in modo che ciò che oggi è un bene prezioso possa essere di nuovo informe pietra”.

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