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Rifiuti in provincia di Ragusa, Iabichella (Fiadel): “Siamo all’anno zero! Ci dicano la verità”.

Rifiuti in provincia di Ragusa, Iabichella (Fiadel): “Siamo all’anno zero! Ci dicano la verità”.
Luglio 09
18:292015

Sulla questione dell’emergenza rifiuti in provincia di Ragusa, pronta ad esplodere a giorni non appena l’ultima vasca della discarica Cava dei Modicani avrà raggiunto la quota limite per il conferimento obbligandone lo stop, interviene duramente il segretario provinciale della Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali sindacato autonomo Giorgio Iabichella:

Discariche chiuse e obbligo di conferire fuori provincia con conseguente aumento dei costi per il trasporto, e quindi aumenti esosi per i cittadini. Si parla di circa 3 milioni di euro l’anno per ogni Comune.
Fino al 24 luglio i comuni di Giarratana, Monterosso, Chiaramonte Gulfi e Ragusa conferiranno i rifiuti nella discarica di Cava dei Modicani, dopodiché se nessuno autorizzerà l’ampliamento dovranno anch’essi trasferire i propri rifiuti a Motta S. Anastasia o in altre discariche ancora piu’ lontane.
Vogliamo comprendere le cause e le eventuali responsabilità di questo immobilismo nella gestione dei rifiuti da parte di tutti gli attori in causa. Vi sono, inoltre, due centri di compostaggio inutilizzabili poiche’ necessitano di manutenzione straordinaria, seppur mai utilizzati.
La gestione dei rifiuti è affidata, oltre che ai comuni, all’Ato Ambiente (i soci sono i comuni della Provincia di Ragusa) che e’ in liquidazione da ottobre 2013 e quindi, per legge, impossibilitata ad esercitare la gestione ordinaria, alla SRR (stessi soci dell’Ato, quindi i comuni iblei) che pero’ non ha mai adempiuto alle direttive dettate dalla Legge 9/2010 (quindi senza esercitare alcuna attività ordinaria) e dal Commissario Straordinario Regionale nominato da Crocetta che, a sua volta, e’ il Commissario speciale nominato dal Ministero dell’Ambiente per l’urgenza rifiuti in Sicilia. Ad oggi di fatto la gestione viene garantita dall’Ato Ambiente Ragusa, anche se in liquidazione, mentre la SRR (quindi gli stessi attori dell’Ato, ma con altra identità sociale) costituita il 26 luglio 2013 continua a “girarsi i pollici“ senza aver voluto acquisire le discariche e quindi progettare, come previsto anche dalla Legge 9, gli ampliamenti necessari per conferire i rifiuti prodotti dai Comuni Iblei, riducendo i costi e le tasse per i cittadini, nonché un servizio migliore per l’ambiente.
Di chi e’ la colpa? Di certo non dei cittadini. Qualcuno risponda ai nostri legittimi quesiti:

  • Perche’ i sindaci non hanno interesse ad ampliare, ove possibile, le discariche, a progettarne di nuove e limitare i costi per i cittadini?
  • Perchè la SRR non ha ancora acquisito le discariche in quasi due anni di vita?
  • Perche’ alcuni comuni, tra i quali Ragusa, continuano a “colpevolizzare” la SRR (quindi loro stessi, visto che sono soci), concedendo proroghe su proroghe per il servizio di igiene ambientale in ambito locale, mentre la SRR potrebbe affidarlo a livello di ambito territoriale con una riduzione drastica dei costi di smaltimento?

Forse la soluzione sarà quella di commissariare la SRR. O meglio ancora commissariare il Commissario straordinario. Chissà se la rivoluzione di Crocetta si concluderà con un nulla di fatto anche in tema di rifiuti.

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