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La Collezione Trifiletti non è stata ancora esposta, la denuncia di Morando

La Collezione Trifiletti non è stata ancora esposta, la denuncia di Morando
Luglio 04
12:482015

“Nessuno di noi ha ancora dimenticato l’annuncio fatto in pompa magna dall’Amministrazione comunale quando fu acquistata la collezione di abiti storici della famiglia Arezzo di Trifiletti. E, soprattutto, non abbiamo dimenticato l’ingente investimento pari a 250mila euro. L’obiettivo che si voleva raggiungere era quello di esporre gli abiti in questione nelle sale del castello di Donnafugata. Ma ancora, fino ad oggi, nulla di tutto ciò, nonostante l’estate sia già entrata nel vivo”. Lo rileva il consigliere comunale del Movimento civico ibleo, Gianluca Morando, il quale ha verificato come stanno le cose nei bassi dell’antico maniero, dove gli abiti erano stati consegnati all’interno di scatoloni, e ha potuto prendere atto come sia tuttora in atto un intervento di sistemazione che dovrebbe consentire di completare il tutto entro la fine del mese. “Se così sarà, e non possiamo dirlo con certezza visto che da palazzo dell’Aquila non è stato ancora fatto alcun annuncio ufficiale – afferma Morando – ci sarebbe da chiedersi come mai l’Amministrazione comunale non abbia ancora attivato tutti i canali di comunicazione necessaria per promuovere l’esposizione di abiti in questione e attirare quanti più visitatori sarà possibile al castello di Donnafugata. Come dicevo, l’acquisto della collezione Arezzo di Trifiletti è stato un investimento per la nostra città. E come tale va trattato. Occorre, cioè, fare il possibile per garantirne la valorizzazione, per esaltare al massimo questa collezione e attirare i turisti. E, al contempo, sarebbe opportuno dotare la stessa collezione di strumenti di tutela, quali, ad esempio, teche trasparenti per evitare che chiunque possa arrecare danno agli abiti in questione. Sarebbe, per questo motivo, opportuno predisporre in bilancio delle somme necessarie all’acquisto di tali strumenti. Invito, dunque, l’esecutivo cittadino a muoversi in questa direzione. E a non sprecare ulteriore tempo nell’adottare tutte le forme di promozione e di tutela dell’esposizione permanente che si renderanno eventualmente necessarie”.

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