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Alberghi in zona agricola, anche il Movimento Città contro l’Amministrazione

Alberghi in zona agricola, anche il Movimento Città contro l’Amministrazione
Luglio 04
12:202015

“…È un atto non legato ad alcuna pianificazione… come tanti altri lasciati in eredità da precedenti amministrazioni: piani Peep, piano particolareggiato, adeguamento del Prg, che, ripeto, concepito così, questa amministrazione non ha alcuna intenzione di portare avanti… inoltre il Consiglio, in tal modo, rinuncia alla propria prerogativa decisionale, demandando all’iniziativa privata ogni pianificazione circa la mancanza di posti letto…”

Queste affermazioni decise, in merito alla costruzione di nuove strutture alberghiere al di fuori del PRG, non sono del nostro consigliere comunale Carmelo Ialacqua, che è recentemente intervenuto sul tema con un’accorata denuncia. No. Queste affermazioni – Nuovi alberghi in campagna, Legambiente: “Un regalo ai palazzinari” – M5S: “Necessità per il turismo” di giovedì scorso – furono pronunciate un anno fa (4 giugno 2014), a nome dell’amministrazione grillina, dall’ex assessore Dimartino (scelto, ricordiamo, con tanto di bando e curriculum e poi dimissionato). L’architetto-assessore si esprimeva allora, d’accordo con Giunta e consiglieri di maggioranza, in maniera chiara e coerente rispetto a quelle che erano, o sembravano essere, le linee guida dell’amministrazione cinquestelle in tema di tutela ambientale. Erano, quelle di Dimartino, parole rassicuranti, nelle quali ritrovavamo anche la nostra visione di ambiente e programmazione territoriale.

Nell’anno trascorso da allora, invece, abbiamo assistito ai balbettii su Randello (con ampie rassicurazioni che il Piano spiagge avrebbe risolto la faccenda… e gli ombrelloni sono di nuovo là!), alla pilatesca decisione sulle trivellazioni e adesso a quest’ultima pillola sugli alberghi, indorata da qualche spruzzatina di eco-sostenibilità. Episodi slegati fra loro? Può darsi. Ma il dubbio di una inversione di rotta, di aggiustamento del tiro in una precisa direzione (con “rimozione” dell’assessore incorporata) è sorto a molti. E rimane.

Tutte le nostre perplessità , esplicitate (a tratti gridate) in aula dal nostro consigliere Carmelo Ialacqua, sembrano essere diventate dubbi e interrogativi per tanti: a noi pare che stia facendo capolino una “voglia di continuità” di certi modelli di sviluppo che pensavamo, speravamo fossero da superare – o almeno così ci era stato detto e propagandato.

Ci rendiamo conto che amministrare non è cosa semplice di questi tempi: la realtà di una crisi profonda, che investe pure il modello economico ragusano, mette a dura prova di coerenza anche chi dell’integrità e dell’intransigenza fa la propria bandiera.

Però, nelle difficoltà quotidiane e ordinarie del governare, pensavamo non si dovesse rinunciare così facilmente ad avere una visione nuova, sondare nuove strade di sviluppo, tentare una minima programmazione. E invece la resa. Bandiera bianca: dalle sdraio sulle spiagge libere vincolate, alle trivelle in campagna vicino al fiume, fino agli alberghi fai-da-te.

Dobbiamo aspettarci altro? O siamo saltati troppo presto alle conclusioni? Di certo, in quanto a tutela del territorio, fino ad oggi, si sono visti solo maldestri e ondivaghi atti “di lotta e di governo”. Per questo continueremo a vigilare e intervenire, senza estremismi ideologici, ma con la concretezza della convinzione che esiste un altro modello di sviluppo per il nostro territorio: senza cemento, senza nuove trivellazioni, senza irrisione di leggi e diritti costituzionali. Movimento Città resta dalla parte dei tanti cittadini ragusani che hanno ancora voglia di battersi per un futuro diverso!

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