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Il segretario provinciale Lattuca replica alle accuse della USB e Flaica Cub su gestione Rsu a Ragusa

Il segretario provinciale Lattuca replica alle accuse della USB e Flaica Cub su gestione Rsu a Ragusa
Aprile 23
10:08 2015

In una nota, il segretario provinciale della F.P. Cgil di Ragusa, Giovanni Lattuca replica alla presa di posizione della USB e della FLAICA CUB, resa alla stampa, nella quale si accusa la Cgil di aver sottoscritto accordi peggiorativi con la ditta Busso che gestisce il servizio N.U. al comune di Ragusa.
Nella missiva inviata si legge tra l’altro:
“Ancora una volta ci vediamo attaccati ingiustamente da persone che oggi rappresentano sigle sindacali autonome non aventi diritto ad esercitare dentro il cantiere di Ragusa nessuna attività sindacale perché non stipulanti e firmatarie il vigente C.C.N.L. – FISE e non firmatarie degli accordi Quadri Nazionali e Regionali.
Questi attacchi vanno avanti dal mese di giugno 2014, esattamente da quando la scrivente O.S. si era opposta ( ed i fatti ci hanno dato poi ragione ) alla pubblicazione del bando di gara dei rifiuti che doveva avere la durata soltanto di 6 mesi + ulteriori 6 mesi di proroga.
La gara poi è saltata perché dentro l’unica busta presentata vi era contenuta tutta la documentazione in bianco.
Da allora, una serie infinita di denunce, comunicati stampa, alcuni pubblicati in contemporanea e in solidarietà da parte di alcuni ex assessori e da parte di alcuni consiglieri comunali che rappresentano noti movimenti politici locali per giunta facente parte della maggioranza in consiglio comunale di Ragusa, non hanno fatto altro che attaccare e screditarci ingiustamente e seminare odio dentro e fuori il cantiere di Ragusa, causando con la complicità di alcuni impiegati degli uffici tecnici-amministrativi, la destabilizzazione di quasi tutto il personale.
Ritornando alla nota accusatoria del 21.04.2015 della FLAICA CUB a firma della USB si precisa :
se oggi tutti gli operatori ecologici di Ragusa che prestano servizio la domenica percepiscono tra i 35 e 45 euro è grazie alla CGIL che nel 2013 ha firmato l’accordo migliorativo di 2° livello.
Basti pensare che ai tempi della SASPI (anni 80 – 90) i lavoratori percepivano per ogni domenica lavorata l’indennità di 3500 lire.
Sempre con la SASPI (alla fine degli anni 90) percepivano 8000 lire.
Invece ai tempi dell’Ibleambiente (anni 2000-2001) percepivano € 4,13.
All’inizio 2002, su iniziativa della CGIL e a firma dello scrivente, l’indennità da 4,13 veniva triplicata e aumentata a € 12,39.
Nell’aprile del 2008, la ditta Busso, con il benestare scritto di altri rappresentanti di sigle sindacali, riportava l’indennità a € 4,13 e su forte opposizione dello scrivente, con la minaccia anche dello sciopero, dopo alcuni mesi convinceva la ditta Busso a riportare l’indennità a € 12,00, firmando un apposito verbale d’accordo.
Quell’accordo fu firmato anche dal sig. Di Stefano Roberto, firmatario a nome dell’ USB del documento accusatorio del 21.04.2015, che allora era delegato della CGIL.

Se facciamo un giro per tutta l’ Italia, alla stramaggioranza dei lavoratori le aziende pagano l’indennità di € 7,00 prevista dall’attuale art. 33, lettera e, del vigente CCNL-FISE ( indennità domenicale elevata a € 7,00, dal 1.9.2012, riconosciuta ai lavoratori che prestano la propria opera in giornata di domenica con riposo settimanale compensativo in altro giorno della settimana).
Questo accade anche in tutta la provincia di Ragusa ad esclusione dei cantieri di Ragusa e di Vittoria, ma accade anche a Catania (e provincia) paese guarda caso del segretario dell’USB.
Mi si contesta anche il fatto che quell’accordo non fu mai sottoposto ai lavoratori, quando prima della stipula con l’impresa, lo scrivente assieme ai rappresentanti della CISL su apposita assemblea lo illustrava a tutte le maestranze e la maggior parte di loro (più di 100, circa l’80 %, cioè la maggioranza assoluta) lo firmava su apposito foglio intestato e poi consegnato all’azienda.
Anche in questo accordo ci sono le firme di alcuni componenti che oggi fanno parte dell’USB ma che nello stesso contempo accusano ingiustamente lo scrivente.
Atteso il tenore delle accuse rivoltomi mi riservo di adire alle vie legali nei confronti di USB e FLAICA CUB”.

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