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Alla curia di Noto il sindaco Abbate interviene sull’Imu agricola

Alla curia di Noto il sindaco Abbate interviene sull’Imu agricola
aprile 19
12:06 2015

“L’Imu agricola lo Stato l’ha incassata di già. Al solo comune di Modica ha tagliato 2.200.000,00 euro dai trasferimenti e quindi i problemi del mancato incasso di un’imposta iniqua e ingiusta rimangono adesso sul groppone degli enti locali che devono coprire i minori trasferimenti.
Porrò il problema del rinvio dell’approvazione del conto consuntivo 2014, atteso che non posso prevedere l’incasso dell’Imu agricola che non c’è, né possiamo farci sciogliere i consigli comunali sol perché non possiamo approvare il documento contabile entro il 30 aprile p.v.”
Con queste riflessioni il sindaco, Ignazio Abbate, ha aperto il suo intervento nella sala auditorium della curia di Noto dove si è tenuto un incontro sul tema “ Imu terreni agricoli: un problema sociale” promosso dal Vescovo, Staglianò, alla presenza di don Salvatore Cerruto, del sottosegretario di Stato alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione e della senatrice Venerina Padua. Presenti sindaci, assessori e consiglieri comunali dei comuni della provincia di Ragusa e Siracusa, rappresentanti delle associazioni di categoria (Coldiretti, CIA e Confagricoltura), sindacati e semplici produttori agricoli.
“Il criterio con cui il governo ha deciso di far pagare l’Imu agricola, ha continuato il sindaco, è quello delle altimetrie che determina tra i comuni una diversità illogica di prelievo fiscale che ricade sui produttori agricoli. Questa differenza emerge in modo più evidente se consideriamo che negli altri Paesi europei, atteso che le politiche agricole sono gestiste dalla Ue, non esiste una tassa di questo tipo determinando, nei fatti, una concorrenza sleale tra aziende. Sarebbe giunto il momento che il tesoretto sbandierato dal presidente del consiglio Matteo Renzi possa essere destinato al comparto agricolo. Tutto sommato l’Imu agricola produrrà ben poco nel bilancio dello Stato, circa 200 milioni di euro. La verità è che il provvedimento è una controriforma agraria: un primo passo per aggredire il comparto agricolo e da lì ricavare sempre nuove risorse. Noi continueremo la nostra battaglia sino a portare la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea se il Tar del Lazio il 17 giugno non emetterà un verdetto a noi favorevole”.
Il sottosegretario Castiglione ha fatto un’analisi moderatamente ottimistica della vicenda: Già il decreto sull’Imu agricola è passato da 400 a 200 milioni di euro con sgravi ed esenzioni importanti, non è escluso che parte del tesoretto possa essere destinato al comparto agricolo.
Sarà adesso un documento congiunto redatto dal tavolo tecnico composto da sindaci, associazioni di categoria, sindacati a fare il punto della situazione; documento che sarà sottoposto all’attenzione dell’Arcivescovo di Siracusa e del vescovo di Ragusa per una condivisione nel nome dell’impegno sociale della Chiesa cattolica.

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