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Vittoria, équipe psicopedagogica. L’assessore Bonetta risponde ai suoi detrattori

Vittoria, équipe psicopedagogica. L’assessore Bonetta risponde ai suoi detrattori
aprile 16
17:44 2015

L’assessore all’Istruzione, Gaetano Bonetta, ha scritto una lettera aperta a chi nei giorni scorsi lo ha attaccato per la temporanea sospensione del servizio dell’equipe psicopedagogica, riattivato nei giorni scorsi con delibera della Giunta municipale.
Questo il testo della lettera dell’amministratore.
“Che grande delusione! Nel giro di una settimana o poco più, il mondo politico vittoriese, segnatamente quello della “vigile” opposizione, è stato attraversato da quella che in psichiatria si chiama “percezione delirante” ovvero di quel fenomeno psichico che permette ad un individuo di vedere una realtà che non esiste ovvero ancora d’inventarsi la realtà. Cosa non è stato detto sulla presunta, ma non vera, soppressione delle cosiddette equipe pedagogiche! Innanzitutto, nessuno le ha appunto soppresse. Chi, come il sottoscritto,che con il consenso e l’esortazione del Sindaco e della Giunta tutta ha voluto fare chiarezza e mettere ordine in una questione delicatissima, è stato investito dalla denigrazione dell’illuminata Destra e della non meno colta Sinistra per le sue scelte scellerate, incomprensibili e dannose per cui avrei dovuto dar conto e ragione non solo alla comunità ma anche, senza blasfemia, a nostro Signore. Cari amici, siete capitati male! Mi avete offeso personalmente, dimostrando di non essere leali con me. E per me i valori umani, in specie l’onestà intellettuale e non ultimo l’onore, hanno ancora un senso!E avete pure utilizzato, pubblicandolo, un mio sms privato, trasmessovi da un componente (persona infida e disonesta, a cui va il mio biasimo profondo) a cui per correttezza morale e istituzionale avevo comunicato l’atto di sospensione. Sapevate benissimo quale fosse la situazione, perché ne avevamo parlato; sapevate benissimo che mi stavo impegnando per la migliore delle soluzioni, così come è stato. Addirittura, ci eravamo detti, tutti coloro che abbiamo competenze nel campo socio-psico-pedagogico, dobbiamo impegnarci insieme per configurare un servizio realmente utile e funzionale. E dico tutti, anche i professionisti impegnati, con cui ci eravamo già incontrati e con cui avevamo convenuto di collaborare per migliorare il servizio perché l’attuale servizio è stato ritenuto da loro stessi assolutamente inadeguato. E ciò avveniva, per dirla tutta, perché, così come tutti pensiamo, al di là delle apprezzabilissime intenzioni iniziali, un simile servizio è una sorta di presa in giro, quasi un inganno che serve soltanto a dispensare in maniera assistenzialistica qualche spicciolo a giovani disoccupati, a salvare dai sensi di colpa il mondo della scuola, sempre più inefficiente rispetto ai livelli deficitari di apprendimento, e infine a fare inscrivere sulle bandiere dei partiti un obiettivo o un merito politico per suscitare qualche consenso. E invece mi sono ritrovato immerso nel vituperio mediatico, vittima dell’incontenibile protagonismo della non politica, di chi ha perso il contatto con la realtà politica vera e se ne inventa un’altra, direi quasi come don Chisciotte. Senza, però, le motivazioni morali ed esistenziali dell’errante cavaliere iberico. E quali le ragioni di quella moralistica protervia accusatoria? Non certo per difendere i diritti e la salute dei cittadini, che sono ben difesi, come dimostrato, dall’Amministrazione e nella fattispecie da me. Forse per finalità elettoralistiche? Oddio! Se così fosse dovrei pensare che tutto questo accanimento è stato provocato dall’intento di acchiappare qualche voto nelle prossime competizioni elettorali? Non posso pensare che ciò sia vero! E fin qui posso ancora tollerare, grazie alla mia esperienza e cultura politica. Ma ciò che non posso assolutamente sopportare e che quindi devo denunciare alla pubblica opinione sono il “contrabbando” intellettuale e la manipolazione morale che sono stati fatti di quella che si chiama, cosa che non conoscono i miei denigratori, “cura educativa” che non ha nulla a che vedere con l’assistenza educativa, né con l’integrazione scolastica e della disabilità. La mia intelligenza morale rifiuta che la stessa sia diventata oggetto di strumentalizzazione della politica. Ma cosa ha mai fatto la Destra in Italia per sviluppare la “cura educativa” se non contribuire al consolidamento dell’anacronismo scolastico e delle condizioni di apprendimento, alla pietrificazione della disabilità e dei disagi sociali, che hanno posto il nostro sistema educativo agli ultimi posti nelle graduatorie OCSE? E cosa ha mai fatto di non verbalistico e di non demagogico quella che dice di essere la “vera” Sinistra per contribuire allo sviluppo di personalità critiche e alla formazione di individui sani e capaci, se non darci adolescenti senza identità e senza strumenti intellettuali e culturali?”

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