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Porsenna (M5S), propone un collegamento ferroviario tra c.da Cisternazzi e l’ospedale Giovanni Paolo II

Porsenna (M5S), propone un collegamento ferroviario tra c.da Cisternazzi e l’ospedale Giovanni Paolo II
aprile 14
19:05 2015

Riceviamo e pubblichiamo.

Una riqualificazione complessiva del servizio ferroviario attualmente offerto all’interno del territorio comunale, attraverso l’attivazione di un collegamento diretto con il nuovo ospedale Giovanni Paolo II di contrada Cisternazzi. E’ la proposta contenuta nell’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Maurizio Porsenna. Il documento, che sarà discusso nelle prossime sedute del Consiglio Comunale, impegna l’Amministrazione Comunale a chiedere alla Regione, in quanto Ente competente in materia, di attivarsi per la realizzazione di una fermata ferroviaria nell’area antistante al nuovo ospedale, al fine di migliorare la fruizione della struttura sanitaria, non appena sarà pienamente operativa, da parte del personale e degli utenti, mediante il collegamento ferroviario. Inoltre, si propone la predisposizione di un apposito studio per la realizzazione di un piano dei trasporti locale, che ampli l’utilizzo del treno in alternativa agli altri mezzi di trasporto. “Nel corso degli anni, anche su questo tema – afferma il consigliere Porsenna – la Regione ha mostrato il proprio totale disinteresse nei confronti delle esigenze di questo territorio, con il rischio, come in questo caso, di aumentare perfino l’isolamento con le nuove strutture che essa stessa ha previsto. Un atteggiamento inconsistente, inefficiente e dannoso per l’intera comunità, che sul fronte del servizio ferroviario ha raggiunto vette irritanti, e non solo nel territorio ibleo. Il progressivo smantellamento del trasporto ferroviario, portato avanti dagli enti che si occupano della sua gestione, si è infatti concretizzato nel corso degli anni, senza che la Regione sia stata capace, o peggio abbia voluto, muovere un dito. La proposta contenuta nell’ordine del giorno, intende provare ad invertire la rotta, favorendo, per una volta, le legittime istanze dei territori e delle comunità che si dovrebbero, sulla carta, amministrare, ma che forse, a Palermo, non riescono più, da tempo, ad ascoltare”.

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