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Il Bestiario. Dalle scie chimiche al complotto del San Vincenzo Ferreri

Il Bestiario. Dalle scie chimiche al complotto del San Vincenzo Ferreri
gennaio 30
12:41 2015

Cosa sia successo due giorni fa nell’auditorium San Vincenzo Ferreri a Ibla, in occasione della commemorazione del Giorno della Memoria, è a tutti chiaro o meglio possiamo dire che: l’assessore Campo ha spiegato le motivazioni della sua scelta e tutti i partiti l’hanno attaccata come colei che ha imbavagliato la cultura, per un presunto vecchio rancore nei confronti del maestro Franco Cilia.
C’è il genocidio, ci sono dei ragazzi che lo vogliono ricordare, c’è un assessore, una statua, dei quadri, un’istanza ed un presunto rischio per l’incolumità dei cittadini. Ognuno ha tutti gli elementi per farsi la sua idea e perciò mi esimo dall’entrare nel merito della questione.
Era inevitabile, perciò, che il Consiglio comunale, di ieri, fosse monopolizzato da questo tema, un po’ meno probabile invece era la strategia, scelta dai grillini, per difendere il proprio assessore.

E’ stato tutto un complotto. Sì, è questa la strategia. Un complotto architettato da quel mefistofelico di Kewin Lo Magno, l’organizzatore, un ragazzo di 20 anni, che, a questo punto, scopriamo non esser grillino ed esser indifferente a quei sei milioni di uomini morti nei campi di concentramento. Un ragazzo, un ideologo, un politico finissimo, che ha passato le ultime notti ad architettare il suo piano diabolico per defenestrare il sindaco Piccitto. Pare non esserci riuscito, ma l’onta che ha e sta travolgendo l’Amministrazione è innegabile. Questa è un’ipotesi.

Un’altra ipotesi, invece, vorrebbe che quel vegliardo del maestro Cilia, astuto nonché rinomato cospiratore, abbia tessuto l’ordita trama di questa trappola alle spalle dell’inconsapevole, incauto e, perché no, sprovveduto Lo Magno, trovatosi, perciò, nella spiacevolissima condizione di dover fronteggiare, da un lato, il moloch dei 5 Stelle e, dall’altro lato, quel vecchio leviatano del Cilia, che semi nascosto dietro il suo solito cappellaccio ha gustato, con invidiabile voluttà, i frutti del suo arzigogolato piano.

Terza ed ultima ipotesi vorrebbe l’esistenza di un’eminenza grigia, che, nell’ombra, ha tirato sapientemente le fila di un gioco tanto complesso quanto tragico. Mosso da sentimenti amorali, ma da fini assolutamente particolari, egli ha incastrato nella sua tela di ragno tutti: il sindaco, l’assessore Campo, il maestro Cilia, i consiglieri di minoranza e di opposizione ed ovviamente il povero Kewin Lo Magno.

Quale di queste tre ipotesi sia la più accreditata dovremmo chiederlo ai consiglieri Spadola (M5S) e Federico (M5S), che con dovizia di particolari hanno denunciato il complotto. Spadola, addirittura, si chiede come mai La Sicilia e i suoi giornalisti hanno fatto il loro lavoro ossia perché sono riusciti a scrivere in tempo reale un pezzo sull’accaduto. Sconcerto tra i banchi dei pentastellati. La Zaara Federico, con la sua consueta verve teatral-istituzionale, che stima tanto il maestro Cilia, ci tiene a ribadirlo più volte, non ha peli sulla lingua, ed accusa certi consiglieri, che inspiegabilmente sono riusciti a venir in possesso dei messaggini (gli sms) che il solito Lo Magno, l’organizzatore, aveva scambiato con la Campo. Stessi consiglieri, che poi, e lo denuncia senza alcuna paura, hanno giocato sporco, hanno infangato il Giorno della Memoria e i sei milioni di morti, solo per architettare un complotto contro i 5 stelle.

A questo punto la strada è obbligata, innanzitutto un Consiglio comunale ispettivo, chissà se non si riesce a fare chiarezza, e poi ci si potrebbe rivolgere alla magistratura o, se i pentastellati lo ritengono giusto, c’è sempre Voyager Misteri, con il puntuale Roberto Giacobbo.

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Rosario Distefano

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