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Le criticità del Gruppo comunale della Protezione civile di Ragusa, secondo il dirigente Dimartino

Le criticità del Gruppo comunale della Protezione civile di Ragusa, secondo il dirigente Dimartino
Gennaio 09
19:15 2015

A margine della conferenza stampa, voluta dal sindaco Piccitto, per ringraziare i volontari della Protezione civile, per il loro preziosissimo lavoro durante tutto il 2014, abbiamo intervistato il dirigente comunale della Protezione civile, l’architetto Marcello Dimartino, sulle vicende di capodanno e sullo stato generale del Gruppo comunale di volontari della Protezione civile.

Architetto Dimartino, pare che fare il volontario oggi nella Protezione civile, stia diventando un lavoro. Mi spiego, sembrerebbe che ad ogni turno i volontari incassino dai 20 ai 30 euro, è vero?

No. Tutto ciò di cui possono godere i volontari sono dei rimborsi per le spese che hanno sostenuto durante le ore di servizio, per esempio il buono pasto o il carburante che hanno consumato per espletare il servizio stesso. Questa Giunta ha adottato un nuovo regolamento, ispirato direttamente alla legge sui volontari ed è proprio questa normativa che contempla il rimborso e dà la possibilità ai volontari, tramite un’autocertificazione, di richiedere i rimborsi.

Pare che i volontari facente parte del Gruppo comunale della Protezione civile non sono formati.

I nostri volontari hanno tutti partecipato ai corsi organizzati dalla protezione civile. In ogni caso, grazie al nuovo regolamento, è stata prevista una formazione di 40 ore per ogni volontario. Il nuovo coordinatore sta già organizzando tutto affinché i corsi possano essere avviati quanto prima.

Veniamo a capodanno. Pare che il Comune fosse sprovvisto di sale o meglio pare avesse scorte per non più di 500 kg, a fronte delle decine di tonnellate che servirebbero per una città come Ragusa. E’ vero?

Assolutamente falso. Le scorte di sale erano abbondanti e sono state sufficienti, infatti sino al 2 mattina abbiamo continuato a spargere il sale, là dove ce ne era bisogno.

Pare che l’unico mezzo spargisale che abbiamo non sia stato adoperato perché privo di copertura assicurativa. Il Comune, infatti, ha utilizzato i due spargisale a zaino, che non sono professionali. Non le sembra un paradosso? Con l’allerta meteo, come è stato possibile ciò?

Questo è un problema e ne siamo consapevoli. Va detto che il Comune non ha mezzi, tutti i mezzi di cui può usufruire sono in possesso delle associazioni dei volontari. Nella fattispecie questo mezzo è di proprietà dell’Organizzazione Europea Volontari Vigili del Fuoco, che ha sede a Ragusa e perciò può essere attivata direttamente dal sindaco. Detto ciò, bisogna ricordare che questa associazione, nel tempo, ha anticipato ingenti somme, che dovrebbero essere rimborsate dalla Regione, la quale, però, tarda nel farlo. Ecco il perché della mancata attivazione della copertura assicurativa. Comunque siamo consapevoli del problema e per questo siamo già in contatto con il coordinatore dell’associazione per provare a risolvere questa questione.

L’associazione Safari 4×4 fa parte del Gruppo comunale dei volontari della Protezione civile, come è possibile che questi volontari, che utilizzano i loro mezzi privati, operino senza alcun contrassegno visibile e riconoscibile?

Non è l’associazione che fa parte del Gruppo, anche se è vero che molti (16 unità) dei suoi consociati sono volontari del Gruppo comunale. È vero, i loro mezzi sono sprovvisti di contrassegni e ciò può rappresentare un problema. Ne siamo consapevoli, per questo ci stiamo già adoperando per acquistare delle bande metalliche, da apporre sui mezzi in servizio, e dei lampeggianti arancioni.

2015-01-08 12.20.01

 

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Rosario Distefano

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