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Pubblichiamo la lettera integrale con cui Franco Susino ha rassegnato le sue dimissioni

Pubblichiamo la lettera integrale con cui Franco Susino ha rassegnato le sue dimissioni
dicembre 23
11:11 2014

Ha mollato. Il primo cittadino di Scicli ha rassegnato oggi le sue dimissioni. Troppe calunnie, troppo fango, troppo lo stress, e così Susino ha deciso di lasciare il posto di primo cittadino. L’ostruzionismo in Aula, una maggioranza che sin da subito si è sfaldata come neve al sole e poi la vicenda giudiziaria dei Mormino, che tanto clamore ha fatto in città, gettando discredito su una persona da sempre riconosciuta e conosciuta come una brava persona, tutto ciò alla fine ha vinto sulla sua voglia di amministrare la sua città.

Di seguito la lettera integrale con cui Franco Susino ha rassegnato le sue dimissioni.

“Sono stato eletto sindaco nel maggio del 2012 con più di 7000 preferenze.
Sono arrivato al Comune con tanto entusiasmo e tanti progetti.
Ho trovato una situazione finanziaria disastrosa e innumerevoli problemi da risolvere.
Dopo poco più di un anno la maggioranza consiliare e la coalizione che mi avevano sostenuto si sono frantumati.
In un periodo di gravissime difficoltà per l’Italia e Per Scicli sarebbe stato facile abbandonare la nave: con la collaborazione responsabile di un gruppo trasversale di consiglieri comunali è nata la giunta tecnica con l’obiettivo di risanare i conti del Comune per evitare il disastro finanziario con conseguente incremento delle imposte al massimo, come avvenuto in altri Comuni della nostra provincia.
Con l’approvazione di Conto Consuntivo, Bilancio di Previsione, Piano di riequilibrio finanziario, approvati con parere favorevole, senza condizioni dell’organo di revisione, sono fiducioso che la Corte dei Conti valuterà positivamente gli atti posti in essere, con la costruttiva collaborazione di funzionari, giunta e consiglio.
Nel luglio di quest’anno mi è stato notificato avviso di garanzia per un reato infamante. Io, in coscienza, sono sereno: con l’amministrazione precedente alla mia i personaggi arrestati hanno cominciato a lavorare per il Comune, sotto la mia amministrazione il loro rapporto col Comune è cessato.
Mi rinfranca l’opinione espressa su un foglio locale dal giudice Salvatore Rizza, unanimemente rispettato per equilibrio e competenza: “A Scicli non esiste la mafia, anche se esistono delinquenti sempre più violenti e spregiudicati che non giustificano, tuttavia, l’adozione delle misure previste dalla legge 55/90”, (scioglimento per mafia).
Mi hanno deluso alcune persone a me vicine in passato, hanno dimenticato il bene della città, operando con malafede per demolire la figura del sindaco con la collaborazione di certa stampa violenta.
Mi hanno deluso i rappresentanti politici di alto livello di Scicli: col loro silenzio assordante, per interessi di basso livello politico, non hanno tutelato gli interessi alti della nostra città e dell’intero territorio ibleo.
Ho certamente commesso degli errori per i quali chiedo scusa, purtroppo il complesso delle questioni prima analizzate ha talmente compromesso il mio stato di salute da non consentirmi più di svolgere con serenità la mia funzione di sindaco.
Mi sento in dovere di ringraziare i dipendenti del Comune che con correttezza e professionalità mi hanno collaborato nell’azione amministrativa.
Cercherò di non portare rancore, invece, verso quanti hanno remato contro anche in maniera violenta e malvagia.
Ringrazio gli assessori, i consiglieri che, al cinismo e al disfattismo, hanno preferito l’amore per Scicli e gli interessi alti della città: con fierezza possono continuare a chiamarsi Responsabili.
Da loro Scicli potrà ripartire.
Rassegno quindi le dimissioni dalla carica di sindaco”.

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Rosario Distefano

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