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Riordino del sistema sanitario. Cambia tutto, affinché tutto rimanga immutato

Riordino del sistema sanitario. Cambia tutto, affinché tutto rimanga immutato
Novembre 24
13:21 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

“La Giunta Regionale ha, di recente, varato il decreto di riordino della rete ospedaliera che, da qui a breve, sarà al vaglio della Commissione Sanità e, poi, in aula per l’approvazione definitiva del testo. Le ASP avranno poco più di un anno per mettere in atto il Piano di riqualificazione e di rifunzionalizzazione di tutti gli ospedali siciliani. Un Piano sanitario in linea con la spending revieuw imposta dal Ministero che attiverà una forte riduzione dei posti letto in quasi tutte le asp tranne che a Ragusa e che confermerà i due piccoli nosocomi di Scicli e di Comiso, in un’ottica di “ospedali riuniti” rispettivamente ai PP.OO. di Modica e di Vittoria.
Una decisione che in parte approviamo perché non espone ulteriormente la sanità provinciale ad ulteriori sacrifici ma, che tuttavia, ci delude e ci lascia molto esitanti per la conferma inusuale dei posti letto per acuti nei PP.OO. di Comiso e di Scicli”. Questa l’analisi di Nello Dieli e Franco Rizza del Patto per Vittoria.
“Da una prima e attenta riflessione del provvedimento, si desume che, in provincia, nulla cambia nella sostanza in quanto sono mantenuti i medesimi presidi ospedalieri, i posti letto e i reparti, fra cui i 5 Pronto Soccorso (o pseudo tali) e le 5 Chirurgie, con altrettante strutture connesse (radiologia, laboratorio analisi e l’anestesia) la cui concomitante presenza graverà economicamente e funzionalmente sugli ospedali di Modica e di Vittoria. Ma, allora, dove sta l’innovazione? Quale sarà il cambiamento che da anni i cittadini auspicano?
Aver confermato 27 posti letto per acuti al P.O. di Comiso e 14 nel P.O. di Scicli dimostra, chiaramente, non voler modificare nulla e continuare a persistere nel frenare un cambiamento che si rendeva necessario soprattutto in termini di qualità delle prestazioni erogate. Aver confermato i posti letto nei nosocomi di Comiso e di Scicli, non ce ne vogliano i nostri amici conterranei, significa, altresì, ipotizzare un aumento del costo del personale perché la dotazione organica sarà calcolata secondo il numero complessivo dei posti letto e, per assicurare i servizi sanitari continuativi nei nosocomi minori, si renderà necessaria la presenza di più personale sanitario.
Abbiamo il sentore che stiamo perdendo un’occasione fondamentale per migliorare la qualità della sanità iblea. Non credo che i nostri deputati regionali abbiano tanto da fregiasi per questo risultato che continuerà a penalizzare ulteriormente la sanità iblea e i cittadini della provincia che, obtorto collo, saranno costretti, ancora una volta, a far ricorso alle cure specializzate nei centri più attrezzati, dove la politica ha dimostrato più coraggio e lungimiranza.
Noi abbiamo un’altra visione della sanità in provincia. Siamo convinti che occorre più coraggio nel prendere le decisioni e che non ci si può mai adagiare a facili campanilismi che non fanno altro che penalizzare un intero territorio. Secondo noi, i due piccoli ospedali, invece, dovrebbero dedicarsi, esclusivamente alla riabilitazione e alla lungodegenza. Entrambe le strutture andrebbero potenziate ulteriormente giacché l’età media, da qualche anno, si è alzata di non poco. Inoltre, al fine di ridurre le liste di attesa e di alleggerire il carico di lavoro alle sale operatorie, sempre negli stessi presidi, si potrebbe attuare un efficace piano di interventi chirurgici programmabili che non richiedono particolare assistenza. Dall’utilizzo razionale dei costi del personale e dei servizi, si potrebbe ipotizzare l’implementazione di alcuni servizi che oggi non si riescono a garantire per insufficienza di risorse.
La sanità iblea, invece, alla luce di questo risultato, che ha tutta l’aria di essere fortemente “influenzato”, continuerà a segnare il passo e a convivere con le consuete difficoltà organizzative ed operative che da anni gravano sugli operatori e sulla qualità delle prestazioni sanitarie.
Non è questa la classe politica che la gente immagina. Ci si attendeva dalla politica regionale uno scatto d’orgoglio, di grande maturità, lungimirante, che potesse guardare oltre, capace di modificare, in positivo, lo status quò della sanità iblea, invece, nostro malgrado, dobbiamo rassegnarci a questo infausto destino che continuerà a guardare gli ospedali della provincia reggersi solo sulle professionalità dei suoi operatori che, come sempre, proseguiranno, nonostante gli innumerevoli stenti, a svolgere il proprio dovere con responsabilità, impegno e dedizione”.

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Rosario Distefano

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