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Livio Tumino (Lab. 2.0): “La Sicilia è una colonia dell’Italia”

Livio Tumino (Lab. 2.0): “La Sicilia è una colonia dell’Italia”
novembre 24
12:49 2014

“Ho analizzato – dichiara Livio Tumino, vicepresidente del Laboratorio politico culturale 2.0 – gli investimenti statali per la riqualificazione, l’ampliamento e la costruzione di nuovi edifici scolastici ( decreto dipartimentale n 156 del 17.04.2014 Min. Istruzione ) e ho scoperto che dei 36,2 milioni nemmeno un euro andrà alla Sicilia e del totale solo lo 0,73% al Sud Italia”.

“Ho analizzato il bilancio 2013, recentemente approvato, da FERROVIE DELLO STATO – dichiara Livio Tumino Vice presidente del Laboratorio politico culturale 2.0 – I numeri contenuti sono davvero impressionanti. Si parla di 8,3 miliardi di fatturato, di 460 milioni di utile netto, di 3,5 miliardi di investimenti, ma anche in questo caso neppure un euro è stato speso nel nostro territorio”.

“L’elenco è tendenzialmente infinito, ma il dato è sempre lo stesso, il SUD rimane arretrato perché non si investe per il suo sviluppo, malgrado gli studi della BCE dicano chiaro e tondo che per ogni euro speso nel Sud Italia, il paese avrebbe un ritorno più che triplicato”.

“Per questo – conclude Tumino – occorre uno scatto d’orgoglio. La nostra deputazione regionale e nazionale non più sottacere a questo stato di cose. E’ la storia d’Italia che ci parla di come l’intero meridione sia stato da prima depredato e quindi sempre bistrattato e dimenticato. La Questione Meridionale, di giolittiana memoria, è stata ed è un cavallo di battaglia di tutti i governi, peccato che nulla di serio sia stato fatto in questi 150 anni, salvo elargire contentini per fabbisogno elettorale. Non è tollerabile cedere a privati quote di F.S. o Poste Italiane per fare cassa, quando in realtà basterebbe investire in infrastrutture nel Meridione d’Italia per creare un volano economico per la Sicilia, per il Meridione, per tutta la nazione. Abbiamo prospettiva, progettualità, strategia. Non è più ammissibile che il nostro territorio venga del tutto ignorato dal piano di sviluppo infrastrutturale, la nostra provincia che vanta una grande vocazione imprenditoriale e turistica non può essere ignorata. I nostri rappresentanti devono svegliarsi ed iniziare a fare i nostri interessi, lo facciano da soli o in accordo con i loro colleghi ed omologhi meridionali. Inizino a scrivere leggi, a presentare emendamenti, mettano a ferro e fuoco Palermo, Roma e Bruxelles. Non possiamo più vivere di elemosina né esser tagliati fuori dai piani strategici di investimento strutturali e non solo. Dalle nostre azioni dipende il nostro futuro, e dal nostro futuro dipende il futuro dell’intera nazione”.

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