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Regione. Un workshop di presentazione delle linee guida sul gioco d’azzardo patologico

Regione. Un workshop di presentazione delle linee guida sul gioco d’azzardo patologico
Novembre 14
10:28 2014

Fin dal 1980, il gioco d’azzardo patologico (GAP), è stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una malattia. Nel manuale dei disturbi mentali (DSM-IV), si colloca tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi non altrimenti Classificati ed è caratterizzato dall’incapacità di resistere alla tentazione “persistente, ricorrente e mal adattiva” di giocare. Compromette le attività personali, familiari e lavorative. Negli ultimi anni, visti i numerosissimi punti di contatto con le dipendenze da sostanze, è stato inserito nel capitolo delle dipendenze con la denominazione di “Disturbo da Gioco Patologico”. Il riconoscere le rilevanti analogie tra GAP e dipendenze chimiche, consente agli operatori delle dipendenze di utilizzare gli strumenti preventivi, terapeutici e riabilitativi anche nel gioco patologico. In Italia la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2% (dati Ministero della Salute). Anche in Sicilia l’attuale profilo demografico ed epidemiologico evidenza un progressivo aumento della prevalenza di patologie inquadrabili nel fenomeno GAP, risulta in crescita il numero di prestazioni ambulatoriali destinate all’assistenza di tali patologie. L’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia inserendosi in un contesto nazionale, e all’interno del Piano Regionale della Prevenzione, intende predisporre una serie di strategie utili per una pianificazione e programmazione efficace, con l’individuazione di linee di indirizzo tecnico-scientifiche, all’interno delle quali verranno indicati gli attori e le specifiche funzioni; con riferimento ai servizi pubblici per la prevenzione e l’assistenza sotto il profilo sanitario, destinati ai soggetti interessati a questo problema. Il gioco d’azzardo nella sua espressione patologica è un fenomeno prevenibile e riducibile. L’efficacia degli interventi è strettamente legata alla tipologia di assistenza a cui assegnare le varie categorie di soggetti esposti. Per questo motivo, si terrà a Palermo giorno 18 Novembre 2014 (inizio dei lavori ore 9,00), all’Albergo delle Povere, Corso Calatafimi 219, un Workshop dal titolo: “Linee Guida sul GAP: La Regione regola il gioco”, organizzato dal Servizio Promozione della Salute dell’Assessorato della Salute della Regione Sicilia, diretto dal Dott. Salvatore Requirez. Aprirà i lavori l’assessore alla salute, dott.ssa Lucia Borsellino. “Lo scopo dell’incontro – precisa il dott. Requirez – è quello di presentare le Linee Guida per la definizione di azioni di prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza del gioco patologico, elaborato dai membri del Tavolo Tecnico Regionale, che a tal proposito si riuniscono all’incirca da 1 anno. Inoltre, ci si vuole confrontare, attraverso la dinamica della conferenza di consenso, con le associazioni impegnate su questo fronte e con tutti gli altri operatori del settore dai quali possano venire più utili indicazioni per la stesura del provvedimento per mettere a fuoco le più rilevanti problematiche inerenti l’assistenza al GAP, tenuto conto delle differenti realtà presenti sul territorio regionale.” “E’ un momento di particolare prestigio – continua il direttore Generale del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (DASOE), avv. Ignazio Tozzo – per il nostro dipartimento potere offrire sia agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale (SNN), sia agli esterni, l’opportunità di muoversi secondo linee di comportamento che, per la prima volta a livello nazionale, verranno codificate. Investire su programmi orientati alla prevenzione del gioco d’azzardo, che spesso sconfina in altri e più gravi bisogni di carattere sociale, significa mettere in atto una concreta politica di prevenzione sanitaria con l’obiettivo di evitare la frammentazione degli interventi e valutare l’efficacia a medio e lungo periodo degli stessi, riduce enormemente i costi relativi all’assistenza sanitaria e soprattutto trasmette messaggi e favorisce comportamenti univoci e condivisi”.

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