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Il Convegno. Lab. 2.0: “La questione animale può essere risolta solo attraverso una rivoluzione culturale”

Il Convegno. Lab. 2.0: “La questione animale può essere risolta solo attraverso una rivoluzione culturale”
Ottobre 31
14:13 2014

Si è svolto ieri, presso i locali della Provincia regionale di Ragusa, il convegno organizzato dal Laboratorio politico culturale 2.0 dal tema: “La questione animale dal benessere alla sperimentazione”, moderato da Gianni Papa.

Una sala gremita di gente è stata la splendida cornice al secondo appuntamento avente come tema l’animale, il suo ruolo nella società odierna ed il rapporto fra uomo ed animale. Ad aprire i lavori del convegno è stata Sonia Migliore, consigliere comunale e portavoce del Laboratorio 2.0, che ha ripercorso velocemente il lavoro sin qui svolto dal Laboratorio su questa materia. Ricordando il seminario dello scorso luglio, le battaglie in Consiglio e la presentazione del Regolamento a tutela dei diritti degli animali. “Grazie a quel primo convegno – dichiara la Migliore – ci rendemmo conto delle mancanze del nostro sistema e di quali soluzioni bisogna perseguire. Interessantissimo ed emblematico fu il racconto della presidentessa nazionale dell’Enpa, Paola Tintori, che illustrò il Parco canile di Perugia, una struttura rispettosa dei bisogni degli animali, ma anche capace di svolgere un ruolo sociale, propagandando una nuova cultura dell’animale. Spunto pregiatissimo – prosegue la Migliore – per parlare dell’etologia degli animali, di adozioni consapevoli e dei rischi di trasferire i nostri randagi in altre regioni d’Italia, una pratica che, troppe volte, assume contorni drammatici a tal punto da farla assomigliare ad una vera e propria deportazione. Lì prendemmo l’impegno di realizzare questa rivoluzione nella nostra città, una rivoluzione che va a beneficio di tutti, animali cittadini e sopratutto le casse comunali”. Dopo aver ringraziato le tante associazioni animaliste che stanno supportando il lavoro del Laboratorio in questo suo percorso la Migliore passa la parola al presidente Claudio Castilletti.

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“Il nostro lavoro, la nostra dedizione ad un problema così scottante ha dato fastidio a più di una persona, a tal punto che un illustre esponente di un’associazione di animalisti ha avuto l’ardire di minacciare il nostro consigliere. Di certo, non ci facciamo intimidire, ma proseguiamo nel nostro lavoro, perché siamo convinti che questa è l’unica strada percorribile. Sarebbe auspicabile un confronto con tutte le associazioni, le forze politiche e la società civile perché questo problema riguarda tutti noi”.

Gli fa eco Graziella Musco, presidentessa dell’associazione Lungo Baffo, “Certo che non ci facciamo intimidire – dichiara – per la prima volta ci stiamo occupando della questione animale come nessun altro prima”.

Dopo i saluti del vicepresidente del Laboratorio, Livio Tumino, il convegno è entrato nel vivo, con gli interventi del veterinario, Elio Criscione, del professore Daniele Tedeschi e del giornalista, saggista e scrittore, Emanuele Schembari, che ha raccontato la sua esperienza con gli animali, perché: “un sano rapporto con loro è il primo passo per un rapporto equilibrato con i propri simili”.

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“L’alterità è il principio inalienabile che bisogna tenere a mente quando ci rapportiamo con gli animali – dichiara Elio Criscione – se il nostro obiettivo è il loro benessere. La nostra cultura occidentale ha considerato sin dalla notte dei tempi l’animale come uno strumento ad uso e consumo dell’uomo. Questo pattern culturale ha svilito, spersonalizzato ed ignorato l’animale nella sua interezza. Certi comportamenti, dettati da un amore viscerale verso i nostri animali, altro non sono che delle violenze vere e proprie, perché negano la loro specificità. L’antropomorfizzazione ne è l’esempio principe ossia attribuire ai agli animali comportamenti e sentimenti che sono propri dell’uomo. Voler bene ad un animale significa innanzitutto dargli la possibilità di esprimere la sua specificità, bisogna poter permettere agli animali di esprimere ciò che loro sono e ciò lo si può fare solo tramite una rivoluzione culturale, che ha come suo obiettivo l’etologia propria degli animali”.

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Anche il professore Tedeschi ha parlato dei maltrattamenti sugli animali, questa volta, però, affrontando il tema della vivisezione. Daniele Tedeschi che è il delegato per Ragusa per il Progetto Penco – Limav Oipa, delegato per la Sicilia di I – Care e coordinatore nazionale di ScienziAmo ha illustrato con dovizia di particolari e dati la fallacia della sperimentazione dei farmaci sugli animali. Un problema che è culturale, difficile da superare a causa dell’impianto legislativo, nazionale ed europeo, che continua ad avallare vecchie convinzioni. I farmaci, in sintesi, non possono essere commercializzati se prima non vengono testati sugli animali, nonostante è stato ampiamente dimostrato che la diversità fra l’uomo e gli altri mammifero rappresenta uno iato incolmabile a tal punto da inficiare la sperimentazione stessa.

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