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Nomina revisori dei conti. Non esiste più democrazia nel Comune di Ragusa

Nomina revisori dei conti. Non esiste più democrazia nel Comune di Ragusa
ottobre 13
20:16 2014

I sette consiglieri di minoranza, Mario Chiavola non c’è più, ormai fa opposizione con il Partito democratico, sferrano un durissimo attacco al Movimento cinque stelle ed ai suoi alleati, in primis il Movimento di Giovanni Iacono, Partecipiamo. La bagarre è scopppiata nel Consiglio comunale di giovedì scorso, quando si dovevano eleggere i revisori dei conti. Angelo La Porta, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Sonia Migliore, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando e Maurizio Tumino raccontano così la seduta del civico consesso: “Stupore, smarrimento e delusione per quanto avvenuto, giovedì sera, al Consiglio Comunale di Ragusa. Sono i sentimenti che stazionano, dopo quasi quarantottore, a freddo, nell’animo dei sette consiglieri dell’opposizione che hanno potuto assistere allo “STUPRO DELLA DEMOCRAZIA” e del rispetto istituzionale da parte della maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale”.

“Lo STUPORE è grande perché mai, nella stessa aula consiliare erano accaduti fatti di tale gravità in ordine al senso di democrazia e di rispetto delle consuetudini che, nell’ambito politico, sono universalmente riconosciute come prassi consolidata e che nessuno mai ha disatteso, di fronte a qualsiasi avversario di qualunque partito o movimento.
SMARRIMENTO è provocato dal paradossale comportamento dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle e del movimento Partecipiamo che, con sadica insistenza hanno approfittato, i primi, del fisiologico prolungamento di una normale pausa dei lavori, dovuta alla ricerca di una sintesi fra anime ed esperienze politiche diverse, partiti e movimenti che, in ogni caso, rappresentano oltre il 70% dell’espressione popolare, nella condivisione di una opposizione che, a questo punto, appare quanto mai necessaria e immancabile, mentre gli altri, con servile connivenza, nulla hanno detto per fermare la inopportuna mossa. Il furore cieco nei confronti dell’avversario politico, che deve fare riflettere anche sugli aspetti personali di qualche consigliere, e che elimina ogni dubbio sulla natura delle scelte operate, è dimostrato dalla richiesta ufficiale di chiarimento che è stata inoltrata alla presidenza circa la validità del voto di consiglieri dell’opposizione che fossero entrati in aula durante la votazione, ennesima dimostrazione del tentativo di stracciare, come è stato fatto, la democrazia e che voleva far credere che l’opposizione fosse dietro la porta dell’aula, in virtù di una non meglio precisata strategia, come si può rilevare dalla registrazione della seduta.
Se DELUSIONE non ci può essere nei confronti di nuove figure politiche che in più occasioni hanno dimostrato i limiti della loro azione e i comportamenti censurabili, in aula e fuori dall’aula, tralasciando l’inadeguatezza politica e le scarse competenze sulle materie oggetto dell’attività politico amministrativa, resta invece al MASSIMO LIVELLO nei confronti della figura del Presidente del Consiglio che si riteneva un capace garante dei diritti nell’ambito del civico consesso.
L’acquiescenza quasi servile a un manipolo di infervorati novizi della politica lascia interdetti quanti hanno seguito le appassionate vicende politiche di colui che è stato sempre un elemento di opposizione.
C’è da pensare che il potere può sconvolgere anche le menti apparentemente più solide, come pure sono da ritenersi fondate le illazioni di chi pensa al dovuto asservimento per una serie di cariche, deleghe e nomine che, anche all’interno del Movimento 5 Stelle sono apparse, ad autorevoli esponenti, sovrabbondanti e inappropriate.
Giudichiamo estremamente negativo l’occupazione di ogni spazio istituzionale, “alla faccia della democrazia”: i fatti dell’ultima ora hanno consentito di mostrare il vero volto e la vera natura dei grillini e dei loro sodali, in puro stile da primissima repubblica.
Ci conforta che anche un passaggio del comunicato del PD, opposizione con cui esiste e persiste identità politica diversa, è dedicato al Presidente del Consiglio, dal quale “si aspettavano maggiore resistenza”.
Atteso che ci è’ stato impedito, nella seduta d’aula, di indicare un revisore dei conti, sarà compito precipuo, del mandato conferitoci da larga parte della cittadinanza, di controllare tutta l’attività amministrativa considerato che restiamo i soli controllori e garanti della legalità e della trasparenza amministrativa.
Per il momento si godano pure questo effimero momento di arrogante e delirante potere, nella consapevolezza che il blocco che gestisce la città è, ormai, unico.
Noi non abbasseremo la guardia”.

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