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Legambiente sul progetto di ripascimento delle spiagge di Caucana e Casuzze

Legambiente sul progetto di ripascimento delle spiagge di Caucana e Casuzze
Ottobre 02
13:08 2014

 

Legambiente, in merito al ripascimento delle spiagge di Caucana e Casuzze, scrive a: Al signor sindaco del Comune di S. C. Camerina, al vice sindaco Comune di S. C. Camerina, all’assessore all’Ambiente Comune di S. C. Camerina, Ufficio del Genio Civile di Ragusa.

“Sulla spiaggia di casuzze è prevista la realizzazione di un pennello e di un modesto ripascimento in aggiunta all’intervento di stabilizzazione della falesia di Caucana già eseguito.

Tanto il pennello come il ripascimento, verranno eseguiti in una zona dove si riscontra la presenza di una fiorente prateria di Posidonia Oceanica. Tali fanerogame marine riveste un importante ruolo di protezione delle coste dall’erosione, stabilizzando e consolidando i fondali; inoltre ossigena le acque e risulta essere fondamentale per la sopravvivenza di numerose specie di pesci, molluschi, echinodermi e crostacei, costituendo il riparo ideale per questi organismi marini che trovano, tra le sue fronde, condizioni ottimali per l’alimentazione e la riproduzione.
Per tutti questi motivi e non solo, la Posidonia oceanica rappresenta uno degli ecosistemi più stabili del Mediterraneo e pertanto è stata inserita nell’allegato A della Direttiva Habitat (92/43/CEE), recepita in Italia con il D.P.R. n. 357/1997 e successive modifiche ed integrazioni.
Nel progetto in esame, la Posidonia oceanica è stata cartografata solamente a partire da una profondità di circa 2 m ma in realtà, la Posidonia si estende però fino ad una profondità di circa 0,5 m, in una area individuata invece come “roccee che corrisponde alla zona dove verrà realizzato il pennello ed il ripascimento morbido.
È doveroso dunque far notare che la costruzione del pennello e lo sversamento delle sabbie nei pressi (e/o in corrispondenza) del posidonieto causerebbero la morte (o arrecherebbero gravi danni) delle fanerogame e la conseguente perdita dell’importante ecosistema associato.
La mancata rappresentazione del posidonieto ha costituito inoltre un grave presupposto che di fatto potrebbe avere inficiato il corretto processo valutativo dell’intervento in oggetto da parte della Regione Sicilia e di tutti gli altri Enti che hanno rilasciato il loro parere positivo sulla base di
informazioni sicuramente incomplete.
Si fa inoltre notare che la costruzione di strutture rigide proteggerà localmente la spiaggia e quindi favorirà almeno in parte la stabilizzazione delle sabbie ripascite ma ridurrà anche la circolazione ed il ricambio delle acque già peraltro precario in quanto la spiaggia è limitata da due promontori rocciosi e risulta inoltre molto frequentata in estate, fatto questo che riduce ulteriormente la qualità delle acque di balneazione.
E’ importante segnalare infine che una corretta gestione dell’erosione del litorale non può essere basata sulla costruzione di opere rigide (fra l’altro ormai obsolete ed anche proibite ai sensi dell’articolo 36 del Piano Paesaggistico), ma deve bensì fondarsi su una visione globale del problema, prevedendo la riutilizzazione delle grandi quantità di sabbie accumulatesi sopraflutto ed all’interno dei porti e moli diffusi lungo tutto il litorale ibleo.
Chiediamo pertanto di fermare il progetto per una variante che possa accogliere i nostri suggerimenti ed evitare ulteriori danni all’ecosistema marino e alla costa”.

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