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I parcheggi per disabili sono pochi e non c’è nessun favoritismo

I parcheggi per disabili sono pochi e non c’è nessun favoritismo
Settembre 20
09:37 2014

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Nello Veloce alla lettera giunta qualche giorno fa in redazione (Gli strani parcheggi per disabili) in merito a due parcheggi per disabili in via Maqueda

“Ho appreso per caso dalla vostra rivista online del 16/09/2014 della notizia ricevuta e pubblicata in merito ai parcheggi riservati ai disabili in via Maqueda.
Leggendo l’articolo che immagino riporti tal quale la segnalazione, viene spontaneo pensare immediatamente e contrariamente a quanto pubblicato, a tutti i disservizi legati alla insufficienza di parcheggi riservati ai disabili dislocati sul territorio comunale. Naturalmente per il cittadino “normodotato” e polemizzante, salta subito all’occhio la difformità dell’<<operazione parcheggio disabile>> di via Maqueda e magari di qualche altra zona residenziale della città.
Personalmente e giusto per dovere di informazione, mi corre l’obbligo di informare lo scrivente e la redazione, che “purtroppo” i parcheggi riservati di cui si parla, sono nettamente inferiori rispetto alla quantità prevista dalla legge, ovvero, uno ogni cinquanta o frazione di cinquanta. Si desume che in una pubblica via in cui i parcheggi stimati siano 28, essi vanno considerati come 27 + 1 riservato.
Nel caso specifico, sempre personalmente credo che non esistano omaggi a persone con leggere invalidità, considerato che la normativa prevede che detti parcheggi vanno finalizzati a persone munite di contrassegno speciale, anche con lievi disabilità motorie, ai ciechi e per periodi legati a problemi di deambulazione temporanei, possono essere rilasciati anche a soggetti non disabili o più specificatamente con disabilità temporanee, e quindi a tempo determinato.
In merito alla “concessione ad personam”, questa avviene dietro richiesta scritta di titolare di contrassegno speciale art. 381 del Regolamento del Codice della strada, e il contrassegno va concesso art. 12 comma 3, DPR 503/1996 a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un automezzo.
Quindi il mio parere strettamente personale, è che il Comune non distribuisca allegramente parcheggi di questo tipo, ma come previsto dalla norma, li definisce su richiesta e dopo verifica delle condizioni sia di possesso del contrassegno che della disponibilità di spazio nei parcheggi pubblici, e ci tengo a puntualizzare che nessun “vero” disabile viene scavalcato da un soggetto con lieve disabilità, vista la normativa.
Sulla gratuità del parcheggio riservato va fatta un’altra piccola considerazione: non esiste alcuna indicazione o prescrizione normativa sulla non gratuità del parcheggio riservato sia esso “ad personam” oppure no. Conseguentemente non si tratta assolutamente di malcostume ma bensì della messa in esercizio di un diritto previsto dalla normativa.
Morale della favola, invece di stare attenti alla pagliuzza inesistente, ritengo sia il caso di guardare oltremodo alla trave che ci portiamo dietro da parecchie amministrazioni comunali, dove sia i lavori pubblici che l’edilizia privata, presentano davvero delle incongruità mostruose dal punto di vista dell’accessibilità, a cui il cittadino “normodotato” tanto attento alla dislocazione dei parcheggi riservati per disabili, non presta assolutamente attenzione, nonostante le sanzioni previste in merito dalla normativa vigente.
Cordialmente.”

Nello Veloce

 

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