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Randello. I Cinque stelle esigono prudenza su certi giudizi

Randello. I Cinque stelle esigono prudenza su certi giudizi
Settembre 10
10:25 2014

Sulla questione che riguarda la Spiaggia di Randello, certamente difficile, problematica e controversa, sarebbe opportuno avere un atteggiamento prudente ed esprimere giudizi solo se supportati da una adeguata informazione e soprattutto da un atteggiamento costruttivo ed effettivamente interessato a ciò che è meglio per il territorio, non certo solo a strumentali attacchi politici.
Per questo nel merito non accettiamo lezioni da nessuno, ma non le accettiamo soprattutto da chi esprime sentenze guardando la pagliuzza negli occhi degli altri e dimenticando la trave nel proprio: è il caso di Fratelli d’Italia, i cui esponenti – oltre a non rappresentare nessuno in seno alle istituzioni – hanno ritenuto di sentirsi in diritto di attaccare l’amministrazione comunale per aver esposto il Comune di Ragusa alla richiesta di risarcimento da parte del resort interessato a realizzare una propria struttura sulla spiaggia di Randello, quando è ben noto che persone vicine a questo movimento o addirittura suoi componenti, sono state in passato molto molto prossime a coloro i quali portano tutta la responsabilità di questa vicenda.
Non va mai perso di vista, infatti, che noi ci siamo trovati in mano la patata bollente lasciata dalla vecchia amministrazione, che ha portato avanti tutto il processo autorizzativo. Nel merito possiamo discutere e approfondire, possiamo anche confrontarci apertamente con la città sulle scelte che sono state fatte in questi mesi per cercare di risolvere la questione facendo prevalere le esigenze della tutela del territorio sulle altre, oltre che sui modi e sui tempi in cui queste scelte sono state prese, ma non accettiamo di discuterne con coloro che dimenticano con chi devono prendersela, forse perché vi sono estremamente vicini.
Da parte nostra garantiamo il massimo supporto al sindaco Federico Piccitto e a tutta la Giunta che ieri hanno avviato la procedura per resistere in giudizio contro il ricorso al Tar con cui l’impresa ha chiesto il risarcimento e l’annullamento dell’ordinanza di sospensione dei lavori.

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