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Randagismo. Ritardi ed inadempienze del rifugio sanitario di Vittoria

Randagismo. Ritardi ed inadempienze del rifugio sanitario di Vittoria
Agosto 27
18:49 2014

Il randagismo è una di quelle questioni che vanno affrontate in maniera adeguata e a tempo debito al fine di garantire la sicurezza dei cittadini e dei poveri animali. In tutti i paesi civili il fenomeno viene contrastato grazie ad una strategia che prevede diverse misure e azioni complementari tra loro.

Tutto comincia con l’adozione di un regolamento, quindi si procede all’istituzione di un ufficio comunale attrezzato e competente, che sappia indirizzare il cittadino sulle varie necessità, che faccia da anagrafe canina, col censimento di tutti gli animali, cani di quartiere, cani di proprietà e colonie feline, e che sia disponibile 24 su 24 ore, in diretto collegamento con le associazioni convenzionate. Queste hanno il compito di fornire i servizi di prelievo e primo soccorso dei cani incidentati, prelievo delle spoglie degli animali defunti e promuovere l’adozione dei trovatelli. È ovviamente necessario realizzare delle strutture attrezzate (rifugi, canili) dove curare e ospitare gli animali e provvedere ad attuare la sterilizzazione gratuita dei cani sprovvisti di proprietario, prevedendo anche sovvenzioni per le sterilizzazioni dei cani di proprietà. Infine, per contrastare la piaga del randagismo è importante sostenere progetti di sensibilizzazione, campagne pubblicitarie contro l’abbandono (reato punito dal codice penale) ed effettuare controlli con le forze di polizia municipale prevedendo sanzioni per chi non registra i cani, per chi li abbandona e per chi in generale non si prende effettivamente cura del proprio compagno a quattro zampe.

Questo è quello che per legge dovrebbe essere fatto. E a Vittoria come siamo messi?

Dal 2006 abbiamo un ufficio di riferimento, in via Rattazzi, che, per Vittoria, Comiso, Acate e Santa Croce Camerina, ospita l’anagrafe canina e l’ambulatorio veterinario, effettua la microchippatura e le sterilizzazioni dei randagi, ma non è a regime per il censimento delle colonie feline e per la sterilizzazione dei gatti in modo da attuare il controllo delle nascite così come prevede la legge regionale n.15 del 2000. La questione del RIFUGIO SANITARIO è un capitolo a parte visto che aspettiamo da circa 5 anni l’inaugurazione della struttura di c.da Carosone realizzata col finanziamento regionale e mai completata. Tutte le strutture presenti a Vittoria sono in emergenza e non hanno l’agibilità necessaria. Esiste una convenzione con una struttura di Piazza Armerina, ma se viene ritrovato un animale incidentato la procedura, fra segnalazione, sopralluogo dei vigili e richiesta di prelievo, spesso si arena, soprattutto in periodo festivo per mancanza di personale, e l’animale, poveretto, può solo sperare nella magnanimità di qualche buon samaritano. Se poi l’animale incidentato o malato è un gatto tutto si complica in quanto né Vittoria né tantomeno Piazza Armerina dispongono di strutture idonee ad ospitare felini in degenza, contrariamente a quanto prevede la legge 15/2000 nella realizzazione di rifugi sanitari.
A Vittoria manca uno SPORTELLO INFORMATIVO in grado di assistere i cittadini, educare ed informare sull’obbligo del guinzaglio e/o della museruola, sull’obbligo dell’impianto del microchip e della registrazione, sull’obbligo della pulizia dagli escrementi; e altresì manca un razionale collegamento tra il cittadino e le istituzioni per quanto riguarda randagi, esche avvelenate e animali incidentati. Insomma Vittoria e tutto il comprensorio ipparino devono ancora fare molto per risolvere la questione del randagismo e mettere in pratica quanto previsto dalla legge 15/2000. Gli anni passano e la tragedia del marzo 2009 in cui perse la vita un bambino per l’attacco di un branco di cani randagi, viene piano piano dimenticata, riportando nella quiete normalità tutta l’illegalità che sta dietro a quei fatti. Il coordinamento “Vittoria per l’ambiente” auspica che il consiglio comunale possa approvare al più presto un “Regolamento comunale per la tutela dei diritti degli animali”, in modo tale che i cittadini sappiano come comportarsi in ogni circostanza e che l’amministrazione si adoperi rapidamente per sopperire a tutte quelle mancanze che abbiamo appena accennato. Rendiamo noto, a tal proposito, che in data 21 luglio 2014 sono state depositate al protocollo del Comune a nome delle associazioni ambientaliste della città una bozza di “Regolamento per la tutela degli animali”, con una richiesta di approvazione da parte del Comune e una sollecitazione per l’istituzione dell’Elenco dei referenti delle colonie feline nel territorio, in modo da attivare il programma di controllo delle nascite dei gatti presenti nel territorio previsto dall’art. 18 della Legge 15/2000. Non aspettiamo un’altra tragedia per svegliarci da questo torpore e scoprire che, in realtà, siamo noi la causa dei nostri mali.

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