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L’allarme lanciato da Confindustria alle banche siciliane

L’allarme lanciato da Confindustria alle banche siciliane
Agosto 01
11:24 2014

Confindustria Sicilia scende in campo per tutelare il sistema delle piccole e medie imprese dell’Isola, costretto a fare i conti con una crisi di liquidità senza precedenti. E chiama a sostegno del tessuto produttivo il sistema creditizio siciliano che, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, ha fatto registrare una ulteriore contrazione del credito nei confronti delle imprese. “Occorre intervenire perché sta per saltare in aria quel poco che è rimasto del sano tessuto industriale siciliano. Noi proseguiremo la battaglia avviata dal presidente Antonello Montante per tutelare le nostre imprese, garantirne il know how, preservarne la storia. E su questo non faremo sconti a nessuno”, ha detto il leader della Piccola Industria di Confindustria Sicilia, Giorgio Cappello, che presso la sede di Confindustria Sicilia ha incontrato insieme con il vicepresidente degli industriali siciliani, Nino Salerno, i principali rappresentanti del sistema creditizio guidati dal presidente della commissione Abi Sicilia, Giovanni Chelo.
“In Sicilia – ha affermato Cappello – esiste un tessuto produttivo di pmi, ma anche di artigiani, commercianti e agricoltori, che ancora crede nel fare impresa e che continua a scommettere sul territorio. Si tratta dell’ossatura di questa regione, che va sostenuta e salvaguardata. Perché, sia chiaro, se cade la base, a cascata cadono tutti. È per questo che oggi ci ritroviamo a perorare la causa dell’intera filiera produttiva, nella consapevolezza che l’economia reale non è divisa in compartimenti stagni ma è rappresentata da un sistema di interconnessioni da tutelare per evitare, tra un anno, di trovarci a fare la conta di imprese fallite e lavoratori licenziati”. “Al sistema delle banche – ha aggiunto il presidente della Piccola Industria di Confindustria Sicilia – chiediamo di sostenere le aziende del territorio sfruttando tutti gli strumenti a disposizione. Primo fra tutti, il Fondo di garanzia dello Stato che, per la Sicilia, è a costo zero ma che non tutte le filiali conoscono a sufficienza”.
Una sollecitazione raccolta da Chelo, che ha assicurato: “Sensibilizzeremo le nostre reti affinché venga utilizzato il Fondo di garanzia. Ma aggiungo anche un aspetto importante: è vero che stiamo attraversando un periodo di crisi, ma a differenza di due anni fa, oggi i soldi li abbiamo e vogliamo impiegarli sul territorio per iniziative sane”.
“Ciò che occorre – concordano Confindustria e Abi Sicilia – è migliorare la comunicazione tra le banche e le imprese al fine di valutare in modo esaustivo le richieste di finanziamento”. E in quest’ottica Confindustria e Abi Sicilia hanno istituito un tavolo di confronto permanente al fine di migliorare i rapporti tra le due realtà.

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