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A Ragusa si discute il Bilancio di previsione 2014 – seconda parte

A Ragusa si discute il Bilancio di previsione 2014 – seconda parte
Luglio 29
14:23 2014

La prima lunga giornata dedicata al Bilancio di previsione del Comune di Ragusa si è conclusa intorno alle 19.30 di ieri con un numero da record per il Consiglio Comunale di Ragusa: 214 emendamenti allo strumento finanziario.
Numeri eccezionali, come ha confermato anche il presidente del civico consesso Giovanni Iacono.
Di quei 214 solo una ventina provengono dalla maggioranza pentastellata e la restante parte mostra chiaramente come si sia arrivati in aula in un clima di sostanziale muro contro muro.
Critiche a fiume, infatti, dai consiglieri di opposizione che hanno evidenziato come, a loro avviso, si tratta di un bilancio privo di capacità di investimenti nella città, mirando per lo più a strategie di spot, più che a una vera progettazione.
In particolare, l’opposizione ha sostenuto la tesi secondo la quale l’amministrazione abbia utilizzato i circa 15milioni di euro provenienti dalle royalties per far quadrare i conti, a fronte dei minori trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e in previsione di minori introiti da parte dei tributi locali. Somme che l’amministrazione avrebbe dovuto utilizzare per investimenti, così come avrebbero dovuto prevedere maggiori incassi dai tributi e, insieme agli avanzi dal bilancio precedente – sostengono sempre i consiglieri di minoranza – ritagliare delle manovre ad hoc per creare, ad esempio, fondi di di garanzia per le imprese.
Tutte critiche che l’amministrazione – assente per buona parte della seduta – ha rispedito al mittente, sostenendo la bontà della propria opera di programmazione e puntando tutto sulla riduzione della pressione fiscale sui cittadini grazie all’azzeramento dell’aliquota della TASI.
Si tornerà a discutere di Bilancio in Consiglio Comunale il 30 luglio e si prevede che l’esame dello strumento finanziario procederà a rilento. Possibile che la minoranza miri al raggiungimento di un punto di incontro, anche se la gravità di alcune prese di posizione sembra insormontabile.

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Leandro Papa

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