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E fu così che Sant’Andrea delle Fratte ammaliò Piccitto

E fu così che Sant’Andrea delle Fratte ammaliò Piccitto
Luglio 13
17:292014

Se ne parla da gennaio, ma adesso i rumors si sono fatti più insistenti e perciò ve ne mettiamo a parte.

Pare che, da qualche tempo, si stiano intensificando i rapporti tra il sindaco Federico Piccitto e il Partito democratico. Addirittura si vocifera che, non si sa per il volere di chi, ci sia stato almeno un incontro tra Matteo Renzi e il nostro sindaco. Sin da subito bollammo questa voce come l’ennesima speculazione o strumentalizzazione, ma quando si è iniziato a parlare di un possibile interessamento dell’on. Nello Dipasquale ad un Piccitto “rosso”, beh il quadro non solo è divenuto più possibilista, ma estremamente interessante.

Naturalmente ci stiamo inoltrando in un campo minato, ma quasi come se fosse un esercizio di stile, proviamo a seguire questa traccia. La luna di miele tra Piccitto e il Movimento cinque stelle, o meglio con i guardiani della dottrina, quelli del Meet up, è finita da un pezzo. Addirittura pare che il Meet up stia pure pensando, in questi giorni, ad espellere i consiglieri comunali dei 5 Stelle. Troppo poco allineati, assolutamente disinteressanti alle tante riunioni che questi organizzano, in sintesi: sono troppo disinvoltamente e piegati alle voglie dell’Amministrazione. Non dimentichiamo che le prime e plateali avvisagli si sono avute con la scissione del Meet up in due gruppi distinti e separati.
Ora, visto che il Gruppo consiliare dei 5 stelle ha un’autonomia pari a zero ossia è semplicemente una costola dell’Amministrazione, ad essersi pericolosamente incrinato è il rapporto tra il sindaco e il Meet up o i Meet up o, come si sarebbe detto un tempo, con la base. Questi continuano a ribattere sulla smart city, sul cemento zero, sui costi della politica, sugli orti cittadini, sui rifiuti zero ecc ecc, mentre quegli altri, amministrano, fanno cose che, all’esterno, non vengono capite e/o condivise, perché troppo simili a certe prassi che la politica tradizionale, invece, conosce bene.

Non sarebbe così assurdo pensare che il sindaco si sia rotto le scatole di dover dare delle spiegazioni pure a loro. Ormai è cresciuto, ha capito come funziona la politica così come la macchina pubblica, un suo bacino elettorale ce l’ha, anzi forse lo ha pure fortificato, grazie ad alcune sue operazioni, e perciò perché non iniziare a pensare a camminare con le proprie gambe? Magari con un partito, che sia un partito, e non troppo soggetto agli umori del volgo.

Nel frattempo l’ex sindaco, uomo di centro destra ed ultimamente scopertosi di sinistra, anche lui deve pensare al suo futuro, sempre più incerto. Da Ragusa manca da tempo e, se vogliamo dirla tutta, non ha neanche un buon cavallo su cui puntare. Le elezioni sono lontane, è vero, ma non quanto si crede ed iniziare a preparare un campagna elettorale, sin da ora non è proprio da irresponsabili.
Un sindaco uscente, dalla faccia pulita, scaltro e magari dimissionario, perché non adeguatamente supportato dal suo “partito”, potrebbe fare al caso suo. Piccitto proverebbe per una seconda sindacatura, il Pd digerì Cosentini figuriamoci Piccitto, e Dipasquale potrebbe contare su un nuovo bacino elettorale, riformista, agile, smart, moderno e moderato, insomma un po’ come si usa ora.
Ma lo ribadiamo, questa è solo un’ipotesi, affascinante certo, ma è solo una proiezione stimolataci dalle voci di corridoio. Una tesi di fantapolitica nata solo dai rumors di Palazzo.

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Rosario Distefano

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