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Non accenna a diminuire la polemica sulla nomina di Cavallo alla Srr

Non accenna a diminuire la polemica sulla nomina di Cavallo alla Srr
Luglio 04
13:332014

Commentando la replica del Metuup M5S “Pippo Patti” alle proprie dichiarazioni sulla questione, sollevata dallo stesso gruppo, di una presunta incompatibilità del vicesindaco, Filippo Cavallo, tra il ruolo di amministratore del Comune e quello, conferitogli nel 2013 dal commissario straordinario della Provincia regionale di Ragusa e dai Sindaci iblei, di presidente del Cda della società consortile Srr 7 di Ragusa costituita tra gli stessi enti, chiamati a comporre l’assemblea dei soci, l’assessore comunale alla Trasparenza, Piero Gurrieri, si è detto “stupito” sia per il contenuto della replica che per il proposito, annunciato dal consigliere comunale Francesco Aiello, di rivolgersi all’authority Anticorruzione.
“Si tratta – ha dichiarato Gurrieri – di una polemica senza alcun senso che interessa ben poco i cittadini e il cui fine precipuo, per qualche suo protagonista, non sembra diretto a richiamare l’attenzione delle amministrazioni facenti parte della società sulle recenti e complesse disposizioni della L. n. 39/2013, che, in quanto tali meritano ossequio e vanno osservate scrupolosamente, ma di attaccare a testa bassa il vicesindaco della Città di Vittoria, additato, anche nella replica, come il solo amministratore responsabile di un ipotetico errore nell’applicazione della normativa, quando egli è solo uno dei cinque componenti di un consiglio
di amministrazione che opera a titolo gratuito e del quale fanno parte anche quattro sindaci nella sua identica posizione, e, in più, è stato eletto al proprio incarico da ben dodici amministrazioni pubbliche. Da un lato il carattere strumentale di una polemica chiaramente “ad personam”, dall’altro la circostanza che l’esame delle questioni poste e le eventuali determinazioni che ne possano conseguire sono competenza non certo della nostra amministrazione, ma degli organi della società pubblica e, prioritariamente, dell’assemblea dei suoi soci, mi suggeriscono, nonostante sia stato impropriamente chiamato in causa, di astenermi, per correttezza istituzionale, da ogni considerazione personale in ordine al merito della vicenda, e, specificamente, alla fondatezza o meno dei rilievi che sono stati posti, nella certezza che presto gli organi sociali si esprimeranno, e, qualora ritenessero fondata la questione che è stata posta, non esiteranno a procedere agli adempimenti conseguenti, trattandosi di sindaci e amministratori abituati a muoversi, a prescindere da sollecitazioni esterne, sui terreni della legalità e del rispetto istituzionale”.

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