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Il Movimento Città fa una riflessione sull’occupazione del Consiglio comunale

Il Movimento Città fa una riflessione sull’occupazione del Consiglio comunale
Luglio 04
13:242014

Abbiamo assistito nei giorni scorsi, con parecchio turbamento, agli accadimenti in consiglio comunale con l’occupazione dell’aula consiliare, previo incatenamento (sic!) di qualche consigliere e di alcune persone estranee al consiglio stesso.

Le apparentemente nobili motivazioni che hanno sostenuto tale operato (sulla cui legittimità molto ci sarebbe da dire) sono state quelle della salvaguardia della occupazione di alcuni lavoratori.

E, tuttavia, deve osservarsi in proposito che si tratta di dipendenti di una ditta privata, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, tra gli altri, anche nella città di Ragusa, e che vengono impiegati, per quanto è dato sapere, anche in altri comuni.

La suddetta ditta presta il proprio servizio a Ragusa, attualmente, in regime di proroga, essendo scaduto il contratto, a suo tempo stipulato con la ATO Ragusa Ambiente, sin dal 31.3.2010.

L’ultima di tali proroghe è stata concessa, con delibera della G.M. del 27.12.2013, fino al 30.6.2014, con la previsione di un aumento della percentuale della raccolta differenziata (tutt’oggi pari a circa il 17%), attraverso il potenziamento della comunicazione, l’utilizzazione in almeno un centro comunale di raccolta di un sistema di pesatura per predisporre sistemi di premialità per coloro che attuano la raccolta differenziata, perfezionamento della differenziata porta a porta con incremento del numero dei cassonetti per la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica e lattine di alluminio.

È sotto gli occhi di tutti quali di tali obbiettivi sia stato perseguito e raggiunto.

La suddetta proroga era finalizzata a consentire alla amministrazione di predisporre il bando per l’affidamento del servizio, che una volta pubblicato è stato fatto oggetto di critiche sia da parte dell’attuale gestore, che da parte di alcuni suoi dipendenti.

Senza scendere nel merito di tali critiche, tenuto conto che di eventuali ricorsi dovrà occuparsi la magistratura amministrativa, non può, tuttavia, sottacersi l’attuale situazione in cui versa la città dal punto di vista dell’igiene ambientale (basta dare uno sguardo alla varie strade cittadine anche del centro), senza contare che non si è provveduto alla regolare istituzione del servizio nelle frazioni (si vedano in proposito le reiterate proteste dei residenti).

Ciò nonostante si è pensato di stabilizzare i dipendenti indicati nell’allegato “C” al bando di gara, attualmente impiegati ed economicamente in carico ad una società privata (quindi non disoccupati o persone in attesa di occupazione), che verrebbero ad essere retribuiti dall’Ente comunale, con aggravio notevole di costi per quest’ultimo e per tutta la cittadinanza.

Tutta questa operazione fa nascere parecchie perplessità sia per le modalità di organizzazione della protesta che per la soluzione finale adottata (peraltro sottoscritta da una sola sigla sindacale), che contribuisce ad alterare ulteriormente la proporzione tra addetti al servizio e popolazione, che raggiunge il livello di 1 a 400, quando nella generalità dei comuni essa è pari a 1 a 700.

Il più forte ha sempre ragione?

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