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Il Laboratorio 2.0 istituisce la Commissione dei Centri storici: “Pensare, immaginare e ri-disegnare Ragusa, è un must”

Il Laboratorio 2.0 istituisce la Commissione dei Centri storici: “Pensare, immaginare e ri-disegnare Ragusa, è un must”
Giugno 16
08:11 2014

L’istituzione della Commissione di studio sui Centri storici e sui lavori pubblici, del Laboratorio 2.0, è stata l’occasione per confrontarsi sui problemi urbanistici di Ragusa e sull’ineluttabilità di ripristinare le condizioni abitative del centro.

“L’animo squisitamente tecnico – dichiara il consigliere comunale Sonia Migliore – di questa Commissione, e dei suoi componenti, la investe immediatamente del suo ruolo di controllore nei confronti degli atti che l’Amministrazione si appresta a deliberare. L’Amministrazione dovrà approvare il Piano particolareggiato dei centri storici, dovrà mettere mano ai Peep, discutere il Piano regolatore e gli investimenti su Ibla. In queste occasioni verrete chiamati ad esercitare il vostro ruolo di controllori e principalmente di organo propositivo, perché da queste decisioni, come voi ben sapete dipende la rivitalizzazione del centro storico e la tutela del territorio”.

“Si fa un gran parlare di ripopolare il centro storico – prosegue Claudio Castilletti, presidente del Laboratorio politico culturale 2.0 – a tal punto da essere un nodo cruciale di tutte le ultime campagne elettorali, ma nessuna Amministrazione, di contro, è riuscita, una volta insediatasi, a metter in atto un piano di intervento organico e sistemico, capace di realizzare questo obiettivo. Si sono proposti sgravi fiscali, si è parlato della necessità di una programmazione culturale, è stato puntato il dito contro i centri commerciali, colpevoli di una concorrenza spietata nei confronti dei piccoli commercianti. Se tutto ciò è vero, non basta però a spiegare e a risolvere l’annoso problema del centro storico, infatti una condizione dalla quale non si può prescindere e che sembrano tutti ignorare è l’adeguamento delle abitazioni, del centro, agli standard abitativi attuali. Nessuno, oggi, ha intenzione di vivere in una casa di 80 metri quadri divisa su tre o addirittura quattro livelli”.

“Ridisegnare – gli fa eco il vice presidente del Laboratorio 2.0, Livio Tumino – il nostro centro storico secondo i criteri di abitabilità moderna ci permetterebbe di risolvere tutta una serie di problematiche, che hanno dopo anno, stanno divenendo sempre più asfissianti. Il primo risultato sarebbe quello di arrestare il consumo del suolo, negli ultimi 20 anni Ragusa è cresciuta orizzontalmente e così la speculazione edilizia, da un lato, ha spopolato il centro, mentre, dall’altro, ha eroso le nostre campagne a beneficio di qualche costruttore. Ripopolare il centro storico significa far rinascere Ragusa, sottrarla al degrado, che si sta impadronendo di interi quartieri tramutandoli in veri e propri ghetti, ed infine rimettere in moto l’economia di interi settori”.

“Questo è il punto di partenza – conclude l’ing. Saro Tomasi, neoeletto presidente della Commissione-. Per realizzarlo, però, bisogna riuscire ad immaginare una nuova Ragusa, sarebbe controproducente attuare dei singoli interventi, scollegati tra loro, e privi di una visione d’insieme. Quando parlo di immaginare la nostra città, mi riferisco ad un progetto che si proietti da qui a dieci anni, un lasso di tempo necessario per pensare e realizzare un’altra Ragusa. Bisogna partire da un’analisi del tessuto sociale della città, avere contezza degli immobili in possesso del Comune ossia fare un censimento aggiornato e non l’elenco pubblicato sul sito web del Comune, ciò permetterebbe pure di contrastare l’illegalità e l’anarchia dei contratti in nero, un altro problema di cui nessuno parla, solo a questo punto si può iniziare a pensare a delle nuove soluzioni urbanistiche. Un mio vecchio desiderio è quello di realizzare l’albergo diffuso un progetto già pensato dall’ex sindaco Chessari, in tal senso uno studio della città sarebbe indispensabile”.

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