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Immigrazione. La sen. Padua: “Il Governo non sia sordo all’appello dei Comuni”

Immigrazione. La sen. Padua: “Il Governo non sia sordo all’appello dei Comuni”
giugno 13
11:34 2014

La senatrice Venera Padua è tornata ad affrontare, in aula, il drammatico tema dell’immigrazione e degli sbarchi. L’esponente del Pd si è rivolta al Governo sollecitandolo ad accogliere le istanze che arrivano da quei Comuni e da quei sindaci, tra cui quelli dell’area iblea, che offrono all’attenzione dell’esecutivo nazionale una richiesta d’aiuto non più derogabile. “Accogliete – ha sollecitato la senatrice democratica rivolgendosi al Governo – le istanze dei Comuni che accolgono i tanti minori in arrivo – che non possono essere lasciati insieme con gli altri – e non sono sostenuti economicamente. Trovate la modalità di ridare luce alla meraviglia di questi luoghi, che hanno incentrato le loro politiche di sviluppo sul turismo. Non ci si ricorda più che il turismo è peculiarità straordinaria per quelle città e per quelle comunità, si pensa soltanto ai cadaveri, ai morti ed agli immigrati che sono stati accolti, curati e rispettati, perché esseri umani degni di ogni attenzione; queste comunità, però, vi chiedono attenzione e misure di ristoro”.
La senatrice del Pd, poi, ha chiesto al Governo di dare attuazione alla mozione presentata dai democratici che impegna l’esecutivo a verificare ogni necessaria iniziativa che possa consentire: il superamento dell’operazione Mare Nostrum, che è stata una doverosa e positiva risposta emergenziale ma che non può in alcun modo costituire la soluzione definitiva di questo drammatico problema;  ad evidenziare, nell’ambito del Consiglio europeo, come il nostro Paese sostenga una pressione migratoria straordinariamente elevata, favorita da organizzazioni criminali, e come questa situazione debba essere affrontata con azioni comuni di governo del fenomeno da parte dell’Unione europea; ad agire con estrema urgenza nelle idonee sedi europee ed internazionali, al fine di realizzare una azione congiunta della comunità internazionale, che permetta: di farsi carico della stabilizzazione della Libia, anche attraverso una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e l’invio di una forza di supporto all’autorità legittima e di disarmo delle milizie; in questo quadro, di organizzare in Libia strutture di accoglienza e identificazione dei rifugiati e di promuovere azioni di prevenzione e contrasto del trasporto illegale già nei luoghi di partenza anche attraverso il pattugliamento della costa; a sostenere a livello europeo, in particolare con l’avvio del semestre di presidenza italiano dell’Ue, la predisposizione di un piano europeo di accoglienza e inserimento nei diversi Paesi di destinazione di migranti, richiedenti asilo e protezione, nonché di trasporto sicuro nella traversata del Mediterraneo e poi nel raggiungimento delle destinazioni finali spesso diverse dall’Italia, anche attraverso la revisione delle norme del regolamento (Ue) n. 604/2013 – cosiddetto “Dublino 3”; ad attuare, fin dall’avvio del semestre di presidenza europea, ogni iniziativa utile ed efficiente che preveda, anche attraverso un ruolo più attivo e incisivo di Frontex ed un maggiore coinvolgimento degli assetti operativi di altri Paesi Ue, un alleggerimento della posizione italiana, sotto ogni profilo, compreso quello della accoglienza, del sostentamento economico del migrante, e degli oneri finanziari complessivi; a chiedere ai partner europei che in tutti i Paesi di origine o di transito dei richiedenti protezione siano aperti presidi dell’Unione europea per un preventivo screening delle domande e per evitare che essi possano cadere nelle mani di organizzazioni criminali; a porre in essere ogni consentita azione, anche sul piano bilaterale, per stringere accordi di cooperazione con i Paesi terzi da cui provengono o dove transitano i migranti diretti in Europa; a supportare in maniera incisiva gli Enti locali che sostengono la gran parte degli oneri di accoglienza.

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Rosario Distefano

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