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Furti di rame. Il prefetto Vardè accoglie e promuove le iniziative presentategli dal Laboratorio 2.0

Furti di rame. Il prefetto Vardè accoglie e promuove le iniziative presentategli dal Laboratorio 2.0
Maggio 31
14:48 2014

 

Il consigliere comunale Sonia Migliore, il direttivo del Laboratorio politico culturale 2.0 e gli allevatori iblei non possono che congratularsi e ringraziare il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, per la celerità con cui ha recepito le proposte avanzategli, appena dieci giorni fa, da una delegazione congiunta del Laboratorio 2.0 e degli allevatori iblei in merito alla recrudescenza dei furti di rame nelle aree rurali.

In quell’occasione il consigliere comunale, Sonia Migliore, il presidente del Laboratorio, Claudio Castilletti, e il vicepresidente del Laboratorio, Livio Tumino, proposero un piano di intervento per contrastare, con maggiore efficacia e tempestività, questi fenomeni criminogeni, ma non solo, infatti, quella fu l’occasione per presentare e promuovere un provvedimento per il rimborso per i danni economici subiti dagli agricoltori e dagli allevatori vittime di questi furti.

“Forte del sostegno che gli allevatori hanno ricevuto dal prefetto, nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza pubblica – ha dichiarato Sonia Migliore –, sarà mio preciso compito e dovere presentare, in Consiglio comunale, un ordine del giorno affinché il Comune istituisca un capitolo dedicato al risarcimento dei danni economici subiti dagli allevatori. Questo progetto non solo è possibile, lo so per esperienza diretta, ma è un dovere. L’Amministrazione si deve fare carico di questa problematica, perché non deve sottovalutare le tante questioni che oggi affliggono il settore zootecnico ed agricolo, in primis la crisi economica”.

“Lo scorso 21 maggio – dichiara Claudio Castilletti – oltre al sistema di rimborso avevamo chiesto al prefetto fondamentalmente tre cose: di intensificare la sorveglianza nelle zone più a rischio, anche con un sistema di telecamere, di rendere più celeri le operazioni di ripristino delle linee elettriche e di costituire un sistema d’allarme che segnali l’interruzione dell’energia elettrica direttamente alle sale operative delle forze dell’ordine, al fine di render più celere possibile un loro intervento sul luogo del reato. Con enorme piacere abbiamo accolto la notizia, che l’altro ieri, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto Vardè ha fatto sue proprio le nostre proposte, presentandole ai delegati della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza oltreché alla Telecom e all’Enel”.

“La recrudescenza di questo reato – conclude Livio Tumino – non è più tollerabile. Ecco perché occorre che tutte le istituzioni facciano quadrato in difesa di un intero comparto economico. Non va dimenticato che il furto di pochi metri di rame arreca, a questi allevatori, un danno economico enorme. Privare queste aziende dell’elettricità, per qualche settimane o addirittura mesi, significa bloccare la loro produzione e costringere questi imprenditori a spendere parecchie miglia di euro al mese per poter continuare a lavorare, grazie all’ausilio dei generatori. Per questo non possiamo che confidare anche nel Comune di Ragusa, che prenda finalmente coscienza della gravità del fenomeno e cooperi fattivamente con tutte le altre istituzioni impegnate nella tutela di queste aziende e di questi lavoratori”.

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