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Micro-credito. Costituita la rete per supportare le nuove imprese imprenditoriali

Micro-credito. Costituita la rete per supportare le nuove imprese imprenditoriali
Maggio 29
13:102014

Si è svolta martedì 27 maggio scorso, presso la sala del fondo antico della Biblioteca diocesana “Mons. Francesco Pennisi” a Ragusa, la riunione che ha dato vita alla rete tecnico-operativa finalizzata alla definizione del percorso che porterà alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali attraverso il Fondo di Garanzia di 375 mila euro istituito appositamente dalle Diocesi di Ragusa e Noto E dalla Camera di Commercio di Ragusa.
Alla riunione hanno partecipato i responsabili delle organizzazioni di categoria (Confcooperative, pmiRagusa, Cna, Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Ragusa e Modica, Confcommercio, Coldiretti) che hanno aderito al progetto sociale, sottoscrivendo un’apposita convenzione, e che si occuperanno della fase di accompagnamento e tutoraggio di coloro che hanno presentato le istanze di microcredito.
Ad oggi sono 47 in tutto i progetti presentati che impegneranno direttamente gli Enti convenzionati. Ad ognuno di essi sarà affidato il delicato compito di accompagnare i potenziali imprenditori nella definizione della loro idea progettuale trasformandola in progetto d’impresa e, dopo un’attenta valutazione, a dare un parere decisivo sulla fattibilità economica e finanziaria delle singole idee imprenditoriali.
“Il percorso di accompagnamento – chiarisce il direttore dell’Ufficio diocesano per i Problemi Sociali e il Lavoro e responsabile del Soggetto Gestore, Renato Meli – avrà tutti i crismi della massima serietà e sarà sostanzialmente finalizzato a valutare, insieme al beneficiario, la validità dell’idea imprenditoriale, la situazione socio-economica e familiare della persona, le competenze professionali e tecniche dell’aspirante imprenditore, le motivazioni personali e l’effettiva capacità di
restituzione del prestito sulla base dei flussi di cassa realizzabili. Ci potranno quindi essere dei giudizi negativi nel caso in cui il percorso imprenditoriale sarà dichiarato non fattibile e proprio per questo ci siamo affidati all’esperienza e alla professionalità delle associazioni di categoria presenti nella Provincia di Ragusa. Concluso il percorso di accompagnamento, si procederà alla deliberazione di ammissione alla garanzia del fondo per il microcredito, alla successiva presentazione dell’istanza in banca e alla relativa delibera che porterà all’apertura della linea di finanziamento che per ogni pratica non potrà superare i 20 mila euro. Il Fondo garantirà l’operazione di microcredito nella misura dell’80 per cento dell’ammontare del finanziamento. Infine, ma non per ultima, una delle principali caratteristiche dell’intero impianto progettuale è rappresentata dalla gratuità. Riteniamo infatti indispensabile che, data la valenza sociale del progetto, ogni attività (da quella svolta dal comitato di valutazione, a quella di accompagnamento e tutoraggio, etc.) sia svolta senza oneri, compensi o rimborsi di qualunque natura, da tutti gli attori coinvolti in questo progetto. Per questo ringrazio tutte le associazioni di categoria che hanno sottoscritto la convenzione perché saranno anch’esse protagoniste di questo intervento sociale. Non sarà la panacea di tutti i mali e della gravissima crisi che sta attanagliando la nostra economia – continua Meli – ma è comunque un importante segnale che, speriamo noi tutti, possa da un lato innescare nuova linfa nel tessuto economico e dall’altro infondere speranza ad una classe imprenditoriale sempre più sfiduciata”. A margine dell’incontro in merito al Fondo di Garanzia del progetto di microcredito, Renato Meli lancia un’ulteriore proposta che, se raccolta da chi di competenza, potenzierebbe l’intervento economico-sociale: “Pare che sui Fondi ex Insicem ci siano dei residui dovuti ai ribassi d’asta delle gare espletate. Dato che il progetto di microcredito delle due Diocesi e della Camera di Commercio sta dando delle risposte concrete all’auto-imprenditoria, peraltro attraverso procedure di massima trasparenza e pubblicità, perché non destinare una parte importante di quei residui per alimentare il Fondo di Garanzia permettendo così il finanziamento di tante altre idee progettuali cui non abbiamo potuto dare riscontro?

 

 

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