Reteiblea

Il Comune ormai è un’associazione caritatevole

Il Comune ormai è un’associazione caritatevole
Aprile 11
17:37 2014

Chi era ieri pomeriggio in Comune è stato testimone di uno spettacolo indecoroso, ignobile, vergognoso. 100, forse 200 persone, i cosiddetti indigenti, hanno occupato pacificamente i corridoi di Palazzo dell’Aquila, non volevano nulla di straordinario solo quello che gli è stato promesso da quasi un anno, un lavoro. Pacifici, certo, sin quando hanno capito che nulla era cambiato, che l’assessore Brafa gli stava ripetendo le stesse cose che gli aveva ripetuto in febbraio, in ottobre e a giugno, solo allora da pacifici manifestanti si sono tramutati in cittadini inferociti.
La gente non va presa in giro e non parlo di una scelta consapevole da parte dell’Amministrazione pentastellata, ma del messaggio che la stessa, volente o nolente, manda all’esterno.

Questa gente è quella che gestisce i bagni pubblici, i giardini comunali, che si è occupata del verde pubblico, da circa un anno aspetta pazientemente che un bando di gara veda la luce per riprendere a lavorare, ma questa amministrazione, lo sappiamo, ha qualche difficoltà a redigere i bandi gara.
Come può essere che la maggior parte delle gare d’appalto vada deserta? Così come accusano dall’opposizione. E quando non vanno deserte, e questo è il caso degli indigenti, tutti partecipanti fanno ricorso e costringono il Comune a ritirare il bando. Si può tollerare tutto ciò? Forse no.
Lo incalzano i cittadini, lo incalzano i consiglieri, ma l’assessore Brafa non sa cosa dire, si giustifica, e non per il bando, si sa, mal comune mezzo gaudio, se la prende però con la Regione ed i cantieri di servizi, parla del patto di stabilità e del fatto che lui può lavorare solo in dodicesimi, lo ripete dieci forse venti volte, insomma ha le mani legate, poi prende aria e dice “quello che posso fare lo faccio, abbiamo distribuito dei viveri…”, non lo avesse mai fatto.
“Questo lo fanno le parrocchie non il Comune – gli grida in faccia il consigliere Angelo La Porta – un Ente pubblico ha il dovere di programmare non di fare elemosina, quello è compito delle associazioni di volontariato”.
A questo punto, un uomo, sulla quarantina, basso, che era stato per tutto il tempo in silenzio, si alza e prima di mandare sonoramente a quel paese l’assessore gli dice “a spisa, a spisa co manciare scaruto”.
Sì, pare ci sia pure questa questione, il cibo scaduto, ma il sindaco, poco dopo, in Aula, garantisce che queste sono solo dicerie.

A proposito dove era il sindaco? No, il sindaco non c’era, non ha partecipato alla riunione aveva altro da fare, è rimasto chiuso nel suo studio e ha lasciato l’assessore Brafa nelle ambasce. A Palazzo dell’Aquila ormai si fa così.

IMG_0919

About Author

Rosario Distefano

Rosario Distefano

Related Articles