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Gli indigenti invadono il Comune… vogliono il loro vecchio lavoro

Gli indigenti invadono il Comune… vogliono il loro vecchio lavoro
Aprile 11
16:16 2014

Dopo neppure un mese il Comune è stato invaso nuovamente da un centinaio di indigenti, gente povera, esasperata, senza lavoro, che non cerca elemosina, ma un lavoro. Da quasi un anno infatti questa gente aspetta invano l’apertura dei cantieri di servizio e l’espletamento del bando lavoro. Nel frattempo hanno ricevuto dei sussidi (50 o 100 euro al mense), un po’ di cibo, pare pure scaduto, dei capi d’abbigliamento o dei buoni pasto, ma questa gente vuole un lavoro, non l’elemosina. Vogliono tornare ad occuparsi delle ville comunali, dei bagni pubblici o, perché no, del verde pubblico. Il fatto è che i cantieri di servizio non sono iniziati, a causa dei ritardi della Regione, e il tanto agognato bando di lavoro non riesce a partire. Gli animi ad un certo punto si sono accesi, sono volate parole grosse, minacce, ma alla fine, grazie alla mediazione dei delegati sindacali e dei consiglieri intervenuti all’incontro con l’assessore Brafa si è raggiunto un accordo.

“Possiamo essere soddisfatti – ha dichiarato Michele Mililli della Cgil – e non perché abbiamo ottenuto questo sussidio di 70 mila euro, siamo contro i sussidi, siamo soddisfatti perché finalmente il bando lavoro pare essere diventato una realtà. Sino al 2011 quelli che chiamiamo per comodità indigenti lavoravano grazie ad un un accordo tra il Comune e l’associazione Mondo Nuovo, un patto ai limiti della legalità. Comunque in base a questo protocollo Palazzo dell’Aquila invia delle persone a lavorare in questa associazione, il problema consisteva nel fatto che non esistevano contratti, coperture assicurative né graduatorie, certo il Comune ogni anno ‘investiva’ 950 mila euro. Con il bando lavoro, voluto fortemente da noi della Cgil e dal Partito comunista dei lavoratori, tutto ciò non esisterà più. Con il bando di lavoro innanzitutto si creerà una graduatoria, così da evitare qualsiasi tipo di favoritismo, il lavoro verrà gestito da una cooperativa vincitrice di una regolare gara d’appalto, che dovrà ingaggiare con contratti part-time e trimestrali questi lavoratori. In tal modo abbiamo raggiunto due obiettivi: la copertura assicurativa e l’indennità di disoccupazione.

L’esasperazione di questa gente – continua Mililli – nasce dal fatto che aspettano questo bando da quasi un anno. Per ben due volte, infatti, è stata indetta la gara. La prima, ad inizio estate, fu annullata dallo stesso Comune, a causa dei ricorsi presentati dalle tre cooperative che parteciparono alla gara e così se ne dovette bandire un altra, con un nuovo bando, anche questo, però, zeppo di errori, imprecisioni e mancanze. Faccio solo un esempio, in questo secondo bando l’Ente appaltante non ha aggiornato le tabelle delle tariffe delle remunerazioni degli operai. Se nessuno fa ricorso siamo fortunati, questa gente non può più aspettare. Se si fosse lavorato meglio oggi non avremmo visto certe scene. L’assessore Brafa ci ha assicurato che l’iter non dovrebbe subire altri stop e che finalmente a maggio il bando sarà una realtà”.

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Rosario Distefano

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