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La Sicilia è la porta del Mediterraneo. Un convegno su immigrazione e rischi epidemiologici

La Sicilia è la porta del Mediterraneo. Un convegno su immigrazione e rischi epidemiologici
Marzo 27
20:512014

Si è tenuta, oggi, presso la sede dell’ASP di Ragusa, la conferenza stampa di presentazione del Convegno – dibattito “Sicilia porta del Mediterraneo: Immigrazione, Rischio Epidemiologico di vecchie e nuove malattie” che si terrà sabato 29 marzo alle ore 10.00 presso la sala Avis di Ragusa.

Questo convegno, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del vescovo, Paolo Urso, del prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, e del segretario nazionale della Società italiana di medicina delle migrazioni, Simona La Placa, sarà l’occasione per tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni d’accoglienza di fare il punto sulle politiche di controllo sanitario sui migranti attuate in provincia, sulle criticità riscontrate nel modello sin ad ora utilizzato e sui rischi epidemiologici di queste immigrazioni.

Essere vicino a chi è più debole – ha dichiarato Giovanni Nicosia, presidente del Lions di Ragusa – promuovendo altresì una cultura di prevenzione, rientra in quella che è la mission del nostro Club Service. Scopo di questo incontro sarà quello, da un lato, di incentivare il dialogo tra gli operatori e i migranti, mentre dall’altro lato di attenzionare le criticità del nostro modello di accoglienza, al fine di intervenire dove fosse necessario per garantire prestazioni sanitarie mirate”.

La necessità di questo confronto pubblico voluto e proposto all’Asp di Ragusa dai Lions Club Ragusa Host assieme alla Cattedra dialogo tra le culture nasce da un assunto di fondo: i migranti che sbarcano sulle nostre coste potrebbero essere vettori di malattie che ormai qui, in occidente, abbiamo debellato da tempo (turbercolosi, lebbra, vaiolo, solo per fare degli esempi), o di malattie nuove. Senza voler creare allarmismi inutili, chi si occupa quotidianamente di accoglienza sa che il fenomeno va sicuramente tenuto sottocontrollo, così come vanno monitorate e migliorate, dove è possibile, le procedure di intervento.

Si tratta – dichiarato il dott. Carmelo Iacono, che sarà il moderatore della convegno – di una immigrazione a carattere ‘forzoso’, che non può essere facilmente inquadrata nei normali progetti migratori per lavoro. Gente costretta all’emigrazione da gravissime condizioni di carattere economico, ambientale, violazione dei diritti umani o conflitti armati. Il nostro sistema, pur non essendo preparato ha dato, fino ad oggi, risposte certe ed affidabili. Tutto questo è frutto della sinergia di una squadra rappresentata dalle istituzioni e dalla società civile: l’ASP, la Prefettura, la Diocesi, i Club service, le Associazioni di Volontariato e tanti altri soggetti che tutti insieme hanno operato per il bene di queste persone. Un modello Ragusa che può vantarsi di essere una punta di eccellenza e che potrebbe diventare un modello per l’Europa.”

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Rosario Distefano

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