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Sulle riprese televisive del Consiglio Comunale, pesa il sospetto della turbativa d’asta

Sulle riprese televisive del Consiglio Comunale, pesa il sospetto della turbativa d’asta
Marzo 24
10:432014

La consigliera Sonia Migliore presenta un’interrogazione sulla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di ripresa televisiva delle sedute del Consiglio comunale e il relativo avviso pubblico. Secondo la Migliore sono troppe le anomalie del bando, come sempre verrebbe da dire scritte ad hoc per qualcuno.

Migliore chiede di conoscere il motivo per cui è stata adottata la procedura negoziata per l’affidamento del servizio in questione, in assenza di preventiva procedura aperta da cui le offerte dovevano risultare irregolari, per potere fare successivamente ricorso alla procedura negoziata, come contemplato dagli articoli 56 e 57 del decreto legislativo 163/2006. “Per quale motivo, in tal caso e visto l’importo complessivo di 23.058 euro compreso Iva, non si è proceduto ad affidamento diretto – si chiede Migliore – previsto per importi fino a 25mila euro? Perché, in tal caso e in subordine, non si è allora proceduto a trattativa privata prevista fino a importi complessivi di 40mila euro?”. Migliore rileva, inoltre, che l’invito alle emittenti televisive, del 12 marzo scorso, è stato emanato dall’ufficio di presidenza del Consiglio e non dall’ufficio stampa del Comune, così come, invece, era accaduto il 29 novembre 2011, in preparazione del 2012, considerato, tra l’altro, che allo stesso ufficio stampa è demandato il controllo del servizio, circostanza che risulta, tra l’altro, dal foglio patti e condizioni di allora che, in pratica, è lo stesso di adesso.

Proprio in riferimento al foglio patti e condizioni, Migliore chiede di sapere: “Perché il foglio patti e condizioni e l’avviso pubblico di procedura negoziata del 12 marzo scorso sono copia e incolla rispetto a quello precedente mentre l’invito alle emittenti televisive (quattro pagine nel 2012 e 9 pagine nel 2014) risulta essere radicalmente differente? Inoltre, perché nell’invito attuale alle emittenti televisive, a differenza di quello del 29 novembre 2011, si chiede: il fatturato d’impresa degli ultimi tre anni, l’espletamento negli ultimi tre anni di almeno un servizio analogo (omettendo di dire “o similare” previsto per legge) non inferiore a 7.560 euro (40% dell’importo posto a base di gara), costituendo ciò, di fatto, una turbativa d’asta? Di indicare il nominativo del “direttore tecnico” a pena l’esclusione dalla gara, se la figura del “direttore tecnico” è prevista, ma facoltativa all’interno di una emittente televisiva, mentre è obbligatorio per le stesse emittenti avere la figura del direttore responsabile, costituendo ciò, di fatto, un’altra turbativa d’asta? Perché si chiede dichiarazione, alle emittenti televisive, di non avere instaurato, negli ultimi tre anni, rapporti lavorativi con ex dipendenti comunali? Che relazione ha con le riprese del Consiglio? E, ancora, perché per un affidamento di servizio di 23.058 euro compreso Iva, che si poteva anche dare per affidamento diretto, si emette un bando di gara che, per le sue caratteristiche e richieste, è identico a quello delle grandi opere pubbliche? Ecco perché chiediamo se l’Amministrazione abbia intenzione di revocare, in autotutela, l’avviso in oggetto e i contenuti della lettera di invito alla procedura negoziata del 12 marzo 2014 e di procedere secondo le norme previste nel caso di affidamento di un servizio di 23.058 euro”.

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Rosario Distefano

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