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L’ultima interrogazione della Migliore sul rifugio per animali del Comune

L’ultima interrogazione della Migliore sul rifugio per animali del Comune
Marzo 19
11:482014

Una nuova interrogazione sulla gestione del rifugio sanitario per animali e sul nuovo bando di gara per l’affidamento dei servizi. E’ quella presentata dal consigliere comunale Sonia Migliore che, sulla delicata vicenda, dopo l’atto ispettivo presentato il 26 febbraio scorso, torna alla carica con un nuovo documento per mettere in evidenza ulteriori questioni che meritano la dovuta attenzione.

In particolare, nella nuova interrogazione, il consigliere Migliore, rivolgendosi al sindaco e all’assessore con delega alla Tutela degli animali (l’atto è stato inviato per conoscenza anche alla Procura regionale della Corte dei conti nonché all’assessorato regionale Autonomie locali), chiede di sapere le ragioni per cui nel primo bando (determina dirigenziale n. 1989 del 19 dicembre 2013) si prevede la “gestione del rifugio sanitario comunale e affidamento servizio di cattura, custodia, trasporti per la re-immissione nel territorio degli animali randagi” sottolineando che “è intendimento dell’Amministrazione continuare ad affidare la gestione del rifugio sanitario” mentre nel secondo bando (determina dirigenziale n. 394 del 10 marzo 2014) si prevede solo l’“affidamento del servizio di cattura, custodia e mantenimento e trasporto cani randagi” sottolineando che “è intendimento di questa Amministrazione di affidare la gestione di alcuni servizi inerenti il funzionamento complessivo del rifugio sanitario”? E, ancora, Migliore si chiede le ragioni per cui nel primo bando si prevede l’affidamento della gestione del rifugio per un periodo di due anni e per un importo annuo di 42.531 euro più Iva (complessivamente nei due anni 85.062 euro) mentre, invece, nel secondo bando si prevede la gestione di alcuni servizi per un periodo di nove mesi e per un importo di 62.120 euro? “Altre differenze che ho rilevato e che ho inserito nell’interrogazione – dice ancora Migliore – riguardano il fatto che nel primo bando si prevede l’affidamento del servizio per la custodia, il mantenimento e l’assistenza sanitaria mentre nel secondo l’assistenza sanitaria viene eliminata. E, ancora, perché nel primo bando si fa obbligo di provvedere all’associazione affidataria di provvedere alla somministrazione dei pasti “secondo dieta predisposta dal medico veterinario della struttura” mentre nel secondo bando si fa obbligo di provvedere alla somministrazione dei pasti “secondo dieta predisposta dal medico veterinario dell’Asp”? C’è da comprendere, altresì, come mai se nel secondo bando si affida solo la custodia e il mantenimento e trasporto dei randagi e non la gestione del canile, nel primo bando, a pagina tre, si parla di “struttura affidata”? Nel secondo bando, a differenza del primo, si introduce l’istituto giuridico dell’avvalimento che riguarda il settore dei contratti pubblici e prevede la necessaria attestazione Soa (che è una attestazione di qualificazione per partecipare a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori). Inoltre la Soa è prevista per due macro categorie di opere: generali (quali strade, autostrade, ponti, dighe, etc.) e specializzate (quali lavori in terra, impianti, idrico-sanitari, forniture di opere di natura edile e tecnica, etc.).

La domanda è: perché si prevede l’attestazione Soa per associazioni di volontariato che non possono partecipare a gare in quanto non possono avere attestazione Soa? Nel primo bando si è dimezzato, inoltre, il costo di mantenimento per animale al giorno, che prima era di 3,50 euro, e lo si è portato a euro 1,50 per animale al giorno e si determina il costo di cattura per intervento a 30 euro mentre nel secondo bando si è determinato il costo di mantenimento per animale al giorno in 2,60 euro e il costo di cattura per intervento a 40 euro. Seguendo quali criteri di mercato vengono stabiliti questi costi? E, ancora, perché nel primo bando è fatto obbligo all’associazione di garantire un numero adeguato di volontari (che ai sensi delle norme vigenti non possono in alcun modo essere retribuiti ma avranno solo rimborso per le spese effettuate) mentre nel secondo bando si introduce che è fatto obbligo all’associazione di garantire un numero adeguato di volontari e di operatori retribuiti per ragioni di sicurezza considerato che entrambi i bandi si riferiscono ad associazioni senza fini di lucro? Perché, infine, se il Comune ha risposto all’Asp (con nota del 28 febbraio 2013) che intende gestire il rifugio sanitario in modo diretto con effettuazione di spese mediche e di farmaci a cura dell’Asp e con essa ha firmato protocollo d’intesa in data 22 marzo 2013, invece in data 27 marzo 2013, con determina dirigenziale 372, ha affidato la gestione del rifugio alla Aida, giusta convenzione redatta secondo lo schema dell’allegato IV del d.p. 7 del 12 gennaio 2007 che non prevede la gestione diretta del rifugio e quindi la prestazione sanitaria dell’Asp?”. Migliore intende sapere se l’Amministrazione, per i motivi sopra indicati, ha intenzione di revocare in autotutela il bando relativo alla determina dirigenziale n. 394 del 10 marzo 2014.

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Rosario Distefano

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