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L’Arpa vieta l’utilizzo delle sabbie locali per il ripascimento del litorale

L’Arpa vieta l’utilizzo delle sabbie locali per il ripascimento del litorale
Marzo 06
10:392014

Non sarà possibile utilizzare le sabbie del Porto di Pozzallo per reintegrare la linea di costa del litorale ispicese così come previsto dal progetto di ripascimento morbido in fase di approvazione definitiva.

I risultati delle analisi hanno accertato l’incompatibilità di tali sabbie che risultano inquinate forse dalla presenza degli scarichi di idrocarburi delle imbarcazioni e dei natanti all’interno del porto; pertanto, in rispetto delle linee guida del manuale ICRAM del Ministero dell’Ambiente, non potranno essere utilizzate per il ripascimento. Per realizzare il progetto saranno quindi utilizzate le sabbie provenienti da una cava marina al largo di Termini Imerese che hanno invece superato la ‘Valutazione di Impatto Ambientale’. Sono questi i risultati emersi dalla riunione della Commissione Permanente di Monitoraggio a tutela della fascia costiera tenutasi mercoledì pomeriggio nella sede del Comitato‘S.Maria del Focallo – Marina Marza’ alla presenza di cittadini, amministratori, forze politiche e associazioni ambientaliste.

Il presidente della Commissione, Tiziana Scuto, dando l’avvio ai lavori, ha messo in evidenza l’importante lavoro svolto dalla Commissione che ha portato in pochi mesi alla ‘Verifica e Validazione’ da parte del RUP del progetto di ripascimento che risultava da oltre un anno impantanato nei meandri della burocrazia. Quindi l’assessore Paolo Mozzicato, rappresentando l’Amministrazione ha informato i presenti della impossibilità di utilizzare le sabbie che vengono dragate dal porto di Pozzallo in quanto incompatibili affermando al tempo stesso, che il RUP, arch Guarnieri, procederà, a giorni, alla stesura dell’ultima delibera di Giunta per la trasmissione dell’intero Progetto all’UREGA, ente appaltante. Verosimilmente, secondo l’assessore i lavori di ripascimento potranno iniziare subito dopo la stagione estiva ormai alle porte. Di parere difforme l’arch Stefano Marina, rappresentante di Legambiente, secondo il quale il progetto non garantisce i risultati al 100% esprimendo forti perplessità dal punto di vista paesaggistico e dell’impatto ambientale ed insistendo sull’uso delle sabbie locali. E’ seguito un animato dibattito con l’intervento dell’arch. Gianfranco Garofalo che ha proposto, per il secondo stralcio del progetto, di valutare l’utilizzo di sabbie locali prese in mare aperto. Maria Giovanna Gradanti per il Nuovo Centrodestra ha infine ricordato che la finalità del progetto è quello della mitigazione del rischio idrogeologico e non lo svuotamento del porto di Pozzallo. E’ quindi intervenuto il M.llo Salvatore Di Martino che ha illustrato le tecniche, da lui portare avanti, per contrastare l’erosione nei piccoli tratti e laddove esiste ancora un lembo di sabbia.
I lavori sono stati chiusi dal presidente Tiziana Scuto, che, in attesa della prossima convocazione, solleciterà il Rup e Amministratori a completare l’iter delle pratiche.

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