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L’iter è fermo, ma il potenziamento del porto di Pozzallo è una necessità

L’iter è fermo, ma il potenziamento del porto di Pozzallo è una necessità
marzo 05
13:25 2014

“Non c’è più tempo da perdere. La messa in sicurezza ed il potenziamento delle banchine commerciali del porto di Pozzallo rappresenta una grandissima
opportunità per la Provincia di Ragusa. E’ necessario sbloccare, subito, la situazione perché rischiamo di perdere i finanziamenti e non sfruttare la
programmazione europea”, questo l’allarme dell’on. Orazio Ragusa.

Il porto di Pozzallo è una struttura strategica sulla quale bisogna puntare, specie in relazione all’aeroporto di Comiso e alla costruenda autostrada Siracusa- Gela. La messa a sistema di queste tre strutture rappresenteranno il volano per l’economia del territorio. La Regione nel 2011 ha concesso al Comune di Pozzallo un finanziamento di 570.000,00 euro per le spese di progettazione definitiva. Il Comune di Pozzallo il 22 marzo 2013 ha trasmesso il progetto preliminare (quindi non definitivo), per un importo di spesa previsto di ben 132 milioni di euro: una cifra enorme per i funzionari della regione che sostengono che lo stesso è privo di qualsiasi parere e nulla osta previsto per legge. Questi sono i fatti.

“Adesso bisogna superare i problemi e sbloccare l’iter – sottolinea Orazio Ragusa – il porto, una volta completato, diventerà un’infrastruttura strategica nel Mediterraneo e dunque una grandissima opportunità non solo per la provincia iblea ma per l’intera isola. Ecco perché nelle prossime settimane è mia intenzione intensificare tutti gli sforzi in questo senso e trovare soluzioni praticabili. Non possiamo perdere tutto per incomprensioni, eccesso di burocrazia e inadempienze varie. Provvederò a creare le condizioni per un incontro operativo a Palermo per cominciare un nuovo percorso finalizzato a risolvere i problemi. Chiederò la partecipazione del sindaco di Pozzallo, dei capigruppo in consiglio comunale, dell’assessore regionale alle infrastrutture e del direttore regionale competente. In quella sede – conclude Ragusa – voglio capire se ci sono responsabilità burocratiche o politica e soprattutto cosa fare per sbloccare l’iter burocratico”.

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Rosario Distefano

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