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Lettera a Renzi

Marzo 05
14:302014

renzi-scuola-grande-bellezza-300x225Il sindacato coglie l’occasione di Renzi a Siracusa per scrivere una lunga lettera nella quale si mettono in evidenza i problemi che assillano la provincia aretusea. Ma le difficoltà sono le stesse in tutta l’area del sud est e quindi pensiamo bene pubblicare la lettera dei segretari di CGIL CISL, UIL e UGL, che esprimono prima di tutto apprezzamento per aver scelto Siracusa per la seconda uscita nel
territorio del Premier, ed aver posto i temi dell’istruzione e dell’edilizia scolastica al centro dell’azione del suo governo. Ecco il testo integrale:
La scuola Raiti, che lei ha visitato, non è purtroppo rappresentativa della situazione del mondo della scuola in questa provincia. Non vorremmo che ne avesse tratto elementi troppo rassicuranti. Nella maggioranza dei casi parliamo di locali in affitto, adattati all’uso scolastico e in condizioni fatiscenti. I nostri ragazzi sono spesso al freddo e le famiglie devono provvedere anche alla carta igienica. Il taglio di circa 2000 unità al personale docente e non, ha determinato una carenza che si è accentuata in particolare nel numero degli insegnanti di sostegno. Sappia, signor Presidente che Noi avremo un gran bisogno della sua attenzione, soprattutto sul tema degli investimenti nella edilizia scolastica e sulla certezza delle risorse a disposizione dei dirigenti scolastici per gestione della manutenzione ordinaria. La mancanza di risorse per le scuole primarie determina l’impossibilità di effettuare il “tempo pieno” nella scuola primaria creando una penalizzazione per i bambini del meridione rispetto a quelli del settentrione che nei 5 anni priva i bambini di 2.175 ore di studio.
Un piano di investimenti nell’edilizia scolastica può farci raggiungere un duplice obiettivo:
• una scuola migliore per meglio educare ed elevare il livello di istruzione dei nostri ragazzi.
• Dare lavoro alle imprese e ai lavoratori edili, il settore che più sta pagando il costo della crisi.
Vorremo anche sottoporle, signor Presidente, il problema dei flussi migratori, che negli ultimi 10 mesi hanno portato a Siracusa più di 18000 migranti, di cui 1500 minori non accompagnati. L’emergenza e la straordinarietà sono divenute in questo territorio quotidianità, allo stato, senza soluzione. Da quando è partita l’operazione “mare nostrum” Augusta è diventata il punto di approdo di tutti i flussi, assolvendo alla funzione che negli anni ha svolto Lampedusa.

E’ ragionevole pensare che questi flussi continueranno nel tempo e che,
con la bella stagione, si intensificheranno.
Di contro il territorio sta affrontando questa situazione “a mani nude”,
senza strutture, senza risorse adeguate e privo del necessario supporto da
parte dello Stato che assicuri anche una governance.
Augusta e Siracusa, sono diventate un centro di accoglienza a cielo aperto.
Finora la situazione è stata gestita grazie allo sforzo dei comuni e-delle—
associazioni di volontariato, efficacemente coordinati dalla Prefettura. Ma
tutto questo non può bastare.
Signor Presidente,
la relazione che ha ascoltato è il risultato dell’impegno comune delle forze
sindacali e produttive di questa Provincia, che in 3 anni hanno lavorato ad
un progetto di sviluppo del territorio condiviso.
Non sento quindi l’esigenza di riprendere tutti i temi già illustrati, mi
limiterò ad evidenziare la situazione drammatica in cui si trovano i
lavoratori e le imprese e le opportunità che si offrono al territorio per
dare un immediato respiro alla economia e all’occupazione del nostro
territorio.
Non la stupisca che, parlando del lavoro che manca, sia un Sindacalista a
rappresentare anche il punto di vista delle imprese. In questo territorio è
ormai patrimonio comune che i temi del lavoro e dello sviluppo riguardano
in egual misura imprese e lavoratori dipendenti.
Proverò ad essere essenziale e diretto e, spero, sufficientemente chiaro.
Primo tema
Dal nostro osservatorio, e sulla base dei dati di cui disponiamo, possiamo
affermare che siamo nel punto più acuto di una crisi che, senza interventi
correttivi, inevitabilmente è destinata ad aggravarsi:
• nel 2013, nei settori portanti del nostro apparato produttivo, hanno chiuso i battenti 429 imprese nel settore agroalimentare, 152 imprese nel settore manifatturiero, 315 nel settore delle costruzioni, 549 attività commerciali, 148 nel settore del turismo e ristorazione;
• alla chiusura delle imprese ha corrisposto il calo degli occupati, per tutti basti citare i 4500 posti di lavoro persi nell’edilizia negli ultimi 4 anni e gli oltre 2000 persi nel settore metalmeccanico. Per effetto delle riorganizzazioni e dei processi di razionalizzazione, portati avanti in questi 4 anni, sono andati perduti anche circa 1000 posti di lavoro nei grandi gruppi industriali del settore petrolchimico.
• A rendere più drammatica la situazione ha contribuito l’esaurimento

degli ammortizzatori sociali; due dati per tutti, la cassa integrazione ordinaria è passata da 1.614.000 ore del 2012, a 426.000 ore del 2013. Mentre la cassa integrazione in deroga è passata da 1.400.000 ore del 2012 a 460.000 ore del 2013. Quindi diminuisce il lavoro e si esauriscono anche gli ammortizzatori.
Secondo tema.
Noi siamo convinti che questo territorio abbia tutte le condizioni per uscire
dalla crisi prima e meglio di altri, partendo dai suoi 3 punti di forza, che la
crisi non ha compromesso:
1. disponiamo di una agricoltura di qualità, con produzioni di eccellenza, e di grandi e moderne imprese che esportano in tutta Europa;
2. disponiamo ancora del più grande polo industriale del Paese, strutturato per essere anche un polo di eccellenza dell’offshore;
3. Siracusa dispone di un patrimonio di beni archeologici, monumentali e paesaggistici che possono far diventare il turismo una solida gamba dell’economia.
Per valorizzare questi punti di forza c’è bisogno di un moderno sistema di infrastrutture e di trasporti che faccia viaggiare merci e persone in tempi e a costi competitivi. Cosa le chiediamo ?
• Non le chiediamo miracoli, né di inventarsi soluzioni assistenziali.
Abbiamo bisogno del suo intervento per sbloccare gli investimenti
che attendono di essere realizzati, sia nel settore delle infrastrutture
dei trasporti che nel settore industriale. Investimenti che da un lato
permetterebbero di dare una risposta occupazionale ai settori più in
crisi e dall’altro di promuovere lo sviluppo del territorio anche per
medio lungo termine.
In particolare sarebbe per Noi importantissimo se il suo intervento ci potesse consentire di attivare dei tavoli tematici con i Ministeri competenti sugli investimenti in attesa di essere autorizzati:
• Un tavolo operativo con il Ministero delle infrastrutture, per fare il punto su tutti gli investimenti che attendono di completare l’iter autorizzativo, primi fra tutti il progetto per il raddoppio della strada statale CT-RG e l’appalto dei 3 lotti dell’autostrada SR-Gela che, malgrado sia stato aggiudicato, non viene cantierizzato;
• Un tavolo tecnico con il Ministero dell’Ambiente, per riprendere l’accordo di programma sulle bonifiche del 2008, che allo stato è inapplicato. Il paradosso è che ci sarebbero oltre 100 milioni di euro

disponibili, ma il Ministero non ha, oggi, alcun progetto in grado di
impegnare le somme disponibili. Il territorio ha un urgente bisogno
che vengano avviate le bonifiche e che si metta mano ad un piano di
risanamento ambientale del sito, per ricreare il giusto equilibrio tra
diritto alla salute e diritto al lavoro;
• Infine, un tavolo con il Ministero dello Sviluppo Economico, dove
dal Dicembre 2005 giace un accordo di programma siglato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la riqualificazione e il
rilancio del polo industriale, ad oggi totalmente disatteso. Le
opportunità e gli investimenti previsti in quell’accordo non si sono
concretizzate per la lunghezza e l’incertezza dell’iter autorizzativo,
oltre che per le logiche di mercato e le scelte dei grandi gruppi
industriali. Adesso al territorio si prospetta un investimento di 400
Milioni di euro da parte dell’ENL E’ un investimento indispensabile
per il futuro industriale del sito di Priolo, rimasto l’unico sito
petrolchimico del Paese. Vorremmo avere dal nuovo Governo la
certezza che l’iter autorizzativo non incontrerà le difficoltà e le
lungaggini del passato.
Come vede Signor Presidente, non ci aspettiamo da Lei soluzioni
immediate, quanto condividere con lei un programma e un metodo. Noi
pensiamo che sarebbe già una svolta epocale rispetto al passato, se la sua
venuta a Siracusa avviasse concretamente questo percorso e magari
potesse produrre la cantierizzazione di qualcuno di questi importanti
investimenti entro il 2014.
Grazie per l’attenzione.
Siracusa, 5 marzo 2014

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