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Terzo ko per Crocetta. La riforma delle province è tutta in salita

Terzo ko per Crocetta. La riforma delle province è tutta in salita
Febbraio 21
17:122014

Procede lentissimamente l’iter per l’abolizione delle Province. Dopo l’approvazione del primo articolo, quello che istituisce i Liberi consorzi dei Comuni, ieri sera è arrivata l’approvazione anche del secondo articolo, quello che stabilisce il numero minimo di abitanti per la costituzione del Consorzio. Il limite era stato fissato dal Governo Crocetta su 150 mila abitanti, dopo il terzo ko del Governo, l’articolo è stato approvato, ma alzando l’asticella a 180 mila abitanti. Cosa vuol dire? Che Gela non potrà fare Consorzio a sé.

“Questa riorganizzazione territoriale politico amministrativa dell’Isola dovrebbe essere una riforma – dichiara Nino D’Asero capogruppo del Nuovo centro destra – che agevoli lo sviluppo, che abbatta i costi dei servizi collettivi, che accompagni i cittadini più disagiati nel loro quotidiano, che permetta alle nostre comunità di sentirsi realmente europee e, come ben sappiamo, l’Europa non ama i ‘microcosmi’. L’articolo 2 del ddl di riforma è pericolosissimo poiché consente la nascita di ulteriori liberi consorzi di Comuni. È lecito supporre che nei progetti di bottega di qualcuno e nelle sue istanze campanilistiche si possa celare fin da subito il disegno di portare il loro novero a una cifra finale che surclasserebbe quella delle attuali Province. A conti fatti, si potrebbe superare anche la soglia di 20 consorzi. Conseguenze? Moltiplicazione anziché riduzione degli organi della politica, dei costi, dello scollamento con i cittadini e con l’opinione pubblica”.

Ma i problemi sono tutti da venire, la maggioranza è spaccata e non c’è alcun accordo tra i gruppi parlamentari, come invece avevano dichiarato nei giorni scorsi. Il Movimento 5 stelle, che ad oggi è il vero ago della bilancia, l’unico gruppo che potrebbe salvare l’idea di Crocetta sulle Province, ma Lupo (Pd), al contempo, avverte il presidente della necessità di cercare una maggioranza quanto più ampia possibile per una riforma così importante “la maggioranza – dichiara – non può essere in balia del Movimento 5 stelle”.

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Rosario Distefano

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