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Concorsi pubblici. Piccitto cambia le regole perché scoperto?

Concorsi pubblici. Piccitto cambia le regole perché scoperto?
Febbraio 19
11:282014

“Dopo l’aumento delle tasse di 9 milioni di euro – dichiara Sonia Migliore consigliere Udc – con la contemporanea indizione dei concorsi per 4 dirigenti e 13 funzionari; dopo che abbiamo fatto rilevare l’anomalia politica di un ‘comune al disastro’, così come enunciato dal sindaco e dall’assessore Martorana, che non avrebbe, quindi, potuto permettersi altri 17 dipendenti; dopo che abbiamo rilevato con una interrogazione al sindaco e alla Corte dei Conti, anche l’illegittimità riportata nel bando di concorso per dirigente economista in cui viene attribuito solo il 40% ai titoli e addirittura il 60% al ‘colloquio’; dopo che abbiamo rilevato anche l’illegittimità nello stesso bando di concorso, relativa al previo e mancato avviso di mobilità esterna, previsto dalla legge come obbligatorio prima di bandire un concorso pubblico; nonostante tutto non abbiamo mai ricevuto una risposta nel merito della questione, ma solo innumerevoli attacchi e insulti da parte del M5S alla mia persona, colpevole di avere denunciato pubblicamente il fatto, esercitando la mia libera azione di opposizione”.
L’amministrazione scoperta nel suo giochino cosa fa? Redige una delibera di Giunta (n. 57 dello scorso 14 febbraio) ed “integra il regolamento comunale per la disciplina dei concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato. Piccitto e i suoi assessori, dopo aver emanato il bando per dirigente economista a tempo indeterminato, adesso si appellano ad una norma (legge 350 del 2003) secondo cui “gli Enti possono (quindi non devono) utilizzare le graduatorie di pubblici concorsi in corso di validità approvate da altre Amministrazioni, previo accordo tra le stesse”.
“E’ lecito – si domanda la Migliore – chiedere perché? E’ lecito chiedere con quale altro ente si sta accordando il sindaco? E’ lecito chiedere se non era più opportuno modificare il regolamento prima dell’indizione del concorso? E’ lecito pensare che questa procedura appare confusa e un poco “in ombra”, quasi diretta ad un “ripescaggio” di qualche candidato che si è posizionato bene in altri concorsi? Di certo è lecito fare queste domande e avere queste perplessità, sarebbe altrettanto lecito che il sindaco rispondesse con motivazioni convincenti e non attraverso un ulteriore comunicato del M5S pieno di ingiurie nei confronti di chi formula i quesiti. Risponda, sindaco e, ovviamente, se il primo cittadino non si dispiace, manderemo questa delibera alla conoscenza dell’assessorato agli Enti locali e alla Corte dei Conti”.

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Rosario Distefano

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