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L’inesperienza dei Cinque Stelle non è una giustificazione

L’inesperienza dei Cinque Stelle non è una giustificazione
Febbraio 07
09:39 2014

Qualche giorno fa il Movimento Cinque Stelle si era lamentato, in una nota, della protesta messa in atto dai consiglieri di opposizione durante la seduta del Consiglio dello scorso 3 febbraio. In quell’occasione le minoranze uscirono dall’Aula in aperto contrasto con il sindaco, in merito alla nomina del nuovo presidente del Corfilac.
Nel comunicato i Cinque stelle accusarono l’opposizione di non rispettare le istituzioni, il sindaco e l’Amministrazione, un’accusa da subito stigmatizzata e respinta al mittente.

Giorgio Massari, capogruppo del Pd, si dice basito per le accuse rivoltegli e ricorda come è la stessa Amministrazione a non rispettare le opposizioni, le istituzioni e il dibattito democratico. “Perché qualcuno non spiega al sindaco – scrive Massari – che il rispetto delle istituzioni e dei singoli consiglieri richiederebbe un attento ascolto del dibattito d’Aula, delle posizioni della minoranza?”. Ignorare sistematicamente il dibattito d’Aula magari per “smanettare col telefonino o uscire dall’Aula alla prima telefonata”, sono atteggiamenti emblematici del rispetto che il sindaco ha nei confronti delle istituzioni.
Dello stesso avviso sono i consiglieri Maurizio Tumino (Pdl) e Giuseppe Lo Destro (Ragusa Domani), che ricordano come “in più occasioni è stato anche il presidente del Consiglio a dover reclamare la presenza di almeno un rappresentante dell’Amministrazione, per l’inizio e la validità della seduta. Più volte, nel corso di questi mesi, si è dovuto interrompere la seduta, perché, all’improvviso, è scomparso anche l’unico rappresentante della giunta presente in aula. Il comunicato del gruppo Movimento 5 Stelle – continuano la nota di Tumino e Lo Destro – conferma innanzitutto le riserve sull’esperienza dei giovani pentastellati, perché è riuscito ad amplificare, inaspettatamente, una forma di protesta plateale, ma legittima, che, altrimenti, si sarebbe diluita fra le righe dei resoconti delle sedute, come, in effetti, stava per avvenire”.

I due consiglieri avvertono che la pazienza è ormai finita, da troppo tempo si sono tollerati atteggiamenti, intemperanze ed accuse infondate, solo perché si voleva giustificare, con una certa benevolenza, l’inesperienza politica della maggioranza, ma “le ultime dichiarazioni del gruppo 5 Stelle ci obbligano – scrivono Lo Destro e Tumino – a sottolineare le opportune e dovute misure per ristabilire e ridefinire ruoli e competenze, istituzionali e politiche”. Sarebbe auspicabile, visto questa esigenza espressa dalla maggioranza, che il gruppo dei Cinque Stelle “eviti d’ora in poi, come più volte hanno fatto di alzare la voce durante le sedute, di interrompere gli interventi per criticare e ribattere, senza esserne autorizzati, evitino, altresì, di assumere atteggiamenti palesemente critici e di sfrontata celia nei confronti di altri consiglieri di cui non si condividono le posizioni”. Come dire, esiste un regolamento, dei ruoli, delle prassi, che esigono rispetto e di conseguenza non possono esser calpestati solo perché si è in dissenso. Questo atteggiamento, ormai divenuto un tratto peculiare di questa maggioranza, se in principio era fastidioso risulta, oggi, estremamente irritante perché ingiustamente imputato alle opposizioni.

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Rosario Distefano

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