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“PomodoroVinoPesce”, un convegno per prepararsi all’Expo 2015

“PomodoroVinoPesce”, un convegno per prepararsi all’Expo 2015
gennaio 20
11:35 2014

Anche il Sud-Est siciliano si prepara all’Expo 2015. Il prossimo 25 gennaio, presso il Palmento di Rudinì a Marzamemi, si terrà un convegno “PomodoroVinoPesce – I gioielli alimentari della Sicilia sud Orientale, tra narrazione e accoglienza” il cui primo obiettivo sarà quello di superare la frammentazione dell’offerta per lavorare al binomio agricoltura/turismo come la leva economica per valorizzare il territorio e risollevare l’economia.

I promotori del convegno, la Regione Siciliana dal Comune di Pachino, il Consorzio di Tutela Igp Pomodoro di Pachino e il circolo Terramitica, insieme ad altri partner ed associazioni territoriali, hanno organizzato questo incontro come un primo passo per lanciare la scalata all’Expo 2015 verso cui il settore enogastronomico e del turismo guardano con grande interesse.

“Oggi non basta più sapere produrre dei prodotti eccellenti- spiega Giuseppe Taglia, Dirigente dell’Assessorato Regionale siciliano all’Agricoltura –  senza l’organizzazione del loro percorso e un’adeguata comunicazione essi non riescono ad assumere nei confronti del mercato il loro valore potenziale. Bisogna imparare a concepirsi insieme e, in questo nuovo assetto, a fare insieme un percorso reale, fatto di tappe e di lavoro”. L’agenda degli intervenuti sarà ricca di spunti sia per i privati che per le istituzioni: “Sono convinto- spiega Nico Torrisi, Presidente di Federalberghi Sicilia- che la nostra terra non possa solo sopravvivere, come è stato fino ad oggi, ma vivere pienamente puntando su tre capisaldi: turismo, agroalimentare e cultura. Bisogna colmare il profondo gap infrastrutturale di cui soffre la nostra terra, non solo creando le infrastrutture che mancano, ma potenziando e mettendo in relazione tra di loro quelle che esistono già”.

A legare tutto sarebbe il valore di una “comunicazione strategica quanto più possibile sistemica, utilizzando il viaggio verso l’Expo 2015 come test. Penso- chiarisce il docente di Comunicazione Strategica e Giornalismo Digitale presso l’Università di Messina Francesco Pira- che per ottenere buoni risultati è importante che la comunicazione autoprodotta da tutti i soggetti operanti sul territorio e quella eteroprodotta (stimolando i mass media) si orientino verso un utilizzo ben orchestrato dei vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. Nell’era della comunicazione globale i messaggi devono essere molto efficaci, universali e anche capaci di attraversare i confini nazionali o europei”. L’impresa potrebbe essere ardua, se a rafforzare l’identità del territorio siciliano non ci fosse un protagonista d’eccezione: il suo patrimonio enogastronomico. “Il cibo rappresenta ancora oggi uno dei canali privilegiati attraverso cui parlare del territorio- racconta Carmelo Chiaramonte, cuciniere errante-. Ogni piatto è un racconto che si snoda attraverso molte mani e molte vite e diventa dunque un mezzo narrativo potentissimo. Allo stesso tempo, però, oggi più che mai, ne siamo attratti perché non lo conosciamo più. Uno stile di vita frenetico e la perdita di contatto con i prodotti della nostra terra stanno recidendo delle radici su cui intere generazioni hanno fondato la propria memoria”.
L’incontro ospiterà numerosi stakeholder del mondo dell’enogastronomia, del turismo, del giornalismo, della comunicazione e di istituti di ricerca che uniranno le forze per redigere una direzione comune verso l’Expo 2015.

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Rosario Distefano

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